«Il Comune è inadempiente, deve darci 318mila euro»

21 Giugno 2016

GIULIANOVA. L’avvocato Sigmar Frattarelli interviene a nome della curatela fallimentare del Giulianova calcio sulla vicenda del decreto ingiuntivo nei confronti del Comune di Giulianova per mancato...

GIULIANOVA. L’avvocato Sigmar Frattarelli interviene a nome della curatela fallimentare del Giulianova calcio sulla vicenda del decreto ingiuntivo nei confronti del Comune di Giulianova per mancato pagamento di somme dovute prima alla società calcistica e poi alla curatela fallimentare.

«Il credito ad oggi vantato dalla curatela», precisa l’avvocato, «è di 318.979 euro, ovvero 245mila di sorte capitale più gli interessi di mora stabiliti dal giudice nel decreto ingiuntivo stesso. Quanto al merito del credito, esso trae il suo fondamento da due convenzioni regolarmente stipulate tra la Giulianova calcio srl e il Comune di Giulianova negli anni 2010 e 2011, aventi per oggetto la concessione in uso e l’affidamento in gestione del servizio impianti sportivi, sia del campo Fadini che del campo Castrum, con la pattuizione, accettata e mai contestata dal Comune, di un corrispettivo di 100mila euro annui per lo stadio Fadini e di 2500 euro mensili per il Castrum. Il Comune di Giulianova, in virtù delle suddette convenzioni, regolarmente approvate con atti di giunta e consiglio comunale, ha usufruito di tutti i servizi e di tutte le attività svolte dalla Giulianova calcio srl, tra cui custodia e manutenzione ordinaria e straordinaria, e tutti i relativi servizi di pulizia e igiene, gestione delle utenze, ma ciò nonostante il Comune si è immotivatamente rifiutato di pagare ben sei fatture emesse dalla Giulianova calcio srl».

Il Comune di Giulianova, dal canto suo, si è nuovamente costituito in giudizio perché ritiene di non dover pagare tale somma e ha affidato le pratiche legali all’avvocatura civica, retta da Michele Del Vecchio. Anche nel 2012, prima che la società fallisse, il Comune aveva resistito in giudizio perché nel contratto vi era una clausola per quanto riguardava appunto il pagamento delle cosiddette sponsorizzazioni. Nel 2010 infatti, il governo stava preparando un decreto legge nel quale venivano vietate le sponsorizzazioni da parte di enti pubblici per dare garanzia di stabilità alle casse degli stessi enti, in un’ottica di spending review e revisione dei conti pubblici.

La clausola del contratto stabiliva, quindi, che il Comune di Giulianova si sarebbe impegnato a pagare le sponsorizzazioni a patto che il decreto legge non divenisse legge. Il passaggio in parlamento però è avvenuto e dunque il Comune ha ritenuto di non dover pagare. L’avvocato della curatela contesta però il mancato pagamento perché «non si tratta di sponsorizzazioni ma attività di natura ben diversa», di cui il Comune ha usufruito. Il Comune, inoltre, pretende dalla Giulianova calcio 40mila euro di arretrati per bollette non pagate da parte della società. «Il Comune», conclude Frattarelli, «non ha alcun titolo per richiedere tale somma, considerato che all’epoca i canoni di locazione sono stati tutti regolarmente saldati dalla società calcistica. Peraltro, si consideri che tra le cause del dissesto della Giulianova calcio srl, vi è stata, tra le altre, anche e proprio il mancato pagamento delle suddette fatture che il Comune di Giulianova avrebbe dovuto pagare». (m.t.)

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