Il Comune ai turisti «Il mare rosso dipende dall’alga»

10 Luglio 2015

TORTORETO. Il mare rossastro non ha niente a che vedere con l’inquinamento, ma con le microalghe diatomee, che sarebbero addirittura utili all’uomo: ora arriva la conferma scientifica. Dice infatti l’...

TORTORETO. Il mare rossastro non ha niente a che vedere con l’inquinamento, ma con le microalghe diatomee, che sarebbero addirittura utili all’uomo: ora arriva la conferma scientifica. Dice infatti l’assessore all’ambiente del Comune di Tortoreto Renato Chicchirichì nel tranquillizzare i turisti dando notizia del risultato delle analisi dell’Arta effettuate a largo con una motovedetta-laboratorio: «La comparsa delle diatomee è dovuta alle alte temperature dell'acqua e ai movimenti del mare, fenomeni del tutto naturali che però potrebbero avere addirittura un vantaggioso risvolto ecologico: le minuscole cellule che abitano a miliardi il mare, come appunto le diatomee, effettuano la fotosintesi clorofilliana e assorbono l’anidride carbonica, che precipita poi con loro sul fondo del mare, rimediando in parte agli eccessi energetici dell’uomo allo stesso modo delle piante. Il fenomeno del mare rossastro, comunque, è limitato nel tempo: dura normalmente per brevissimi periodi e di solito scompare a seguito di lievi mareggiate».

Ma ieri è arrivato un altro dato, sempre dell’Arta, a dare un’ulteriore conferma che in tanti aspettavano: il mare rossastro e l’inquinamento non sono correlati. Le analisi di routine di lunedì lungo tutta la costa teramana, infatti, hanno mostrato un mare ovunque privo di batteri fecali (tranne a nord della foce del Vibrata, sulla sponda di Villa Rosa di Martinsicuro). (l.t.)