Il Comune chiede lo stato di calamità per la grandinata

20 Settembre 2018

Pineto, avviso pubblico per la segnalazione dei danni Verrocchio: così abbiamo stime precise e vedremo che fare

PINETO. Il Comune di Pineto con una specifica delibera di giunta ha richiesto lo stato di emergenza e calamità naturale per i danni che si sono verificati per la eccezionale grandinata che si è abbattuta sulla costa abruzzese, e nel territorio pinetese, il 2 settembre. L’ente ha pubblicato sul sito istituzionale un avviso con il quale si invitano i cittadini che avessero subìto danni a segnalarli attraverso specifici moduli che possono essere scaricati.
L’obiettivo è avere una conoscenza puntuale degli effettivi danni subìti dalle famiglie, dalle attività produttive e dalle aziende del territorio e quindi poter fornire alla Regione un quadro più compiuto e dettagliato per poter valutare le azioni che riterrà più opportune, ma anche per le associazioni di categoria e gli operatori che vorranno essere vicine a quanti hanno avuto problemi. Le segnalazioni, che non costituiscono, dunque, riconoscimento automatico di eventuali contributi, dovranno pervenire entro il 18 ottobre attraverso la Pec: protocollo@pec.comune.pineto.te.it o consegnate nell’ufficio protocollo del Comune di Pineto.
I danni sono stati ingenti, non a caso recentemente l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe ha visitato l’azienda agricola Ciarrocchi le cui coperture sono state tutte forate dalla grandine. «In questi giorni», commenta il sindaco Robert Verrocchio, «con gli agenti della polizia municipale abbiamo visitato molte aziende toccate dalla grandinata, rendendoci dunque conto della portata della problematica: tettoie rotte, uliveti resi improduttivi per la raccolta e altri danni importanti che ci hanno portato a richiedere lo stato di emergenza e la calamità naturale agli organi competenti. Con l’avviso che abbiamo pubblicato avremo il dettaglio di quanto successo e ne conosceremo la reale portata per procedere alla quantificazione dei danni e valutare le azioni più opportune da parte degli enti sovracomunali, ma anche di associazioni di categoria e altri operatori».
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