Il Comune prova a recuperare l’Imu non versata dalla Veco

6 Febbraio 2020

MARTINSICURO. Dopo la dichiarazione di fallimento della fonderia Veco di Martinsicuro anche il Comune truentino ha deciso di avanzare la domanda di ammissione al passivo della fonderia. Il Comune...

MARTINSICURO. Dopo la dichiarazione di fallimento della fonderia Veco di Martinsicuro anche il Comune truentino ha deciso di avanzare la domanda di ammissione al passivo della fonderia. Il Comune deve recuperare le aliquote Imu (imposta municipale unica) non versate per un ammontare di circa 77mila euro. Per la precisione deve recuperare quasi 18mila euro per l’anno 2018, residuo del 2017, e circa 60mila euro, in corso di notifica, per l’annualità 2019. Per tale motivo, cioé per il recupero del credito, si è provveduto a proporre domanda di ammissione al passivo, tramite l’avvocatura dell’ente, al curatore fallimentare della fonderia, il commercialista truentino Massimo Mancinelli.
Mentre l’ampio parcheggio dell’azienda nella zona sud di Martinsicuro è quasi completamente vuoto, si cercano ancora possibili soluzioni per poter continuare la produzione e dare la possibilità ai 53 dipendenti di non perdere definitivamente il posto: uno scenario che porterebbe a molte famiglie problemi economici. I dipendenti sono stati sempre in prima fila a difendere il posto di lavoro e al fianco dei sindacati continuano a farlo. Mentre continua il dialogo con le istituzioni, soprattutto sulla ricollocazione dei lavoratori se la possibilità di riprendere la produzione svanisse, si cercano possibili investitori. Per riaccendere i forni e tornare a produrre occorrerebbe circa mezzo milione di euro. Per farlo si potrebbe creare una nuova società con i vecchi clienti dell’azienda, ma si parla anche della creazione di una cooperativa formata dagli stessi operai per poter tornare a produrre così come è stato fatto da un gruppo di dipendenti, operai e impiegati, quando ha chiuso l’attività la Bontempi, grossa azienda di strumenti musicali. Questa società, che lavora in una parte dei capannoni dell’ex Bontempi, è ancora oggi attiva.
Sandro Di Stanislao
©RIPRODUZIONE RISERVATA.