Il consiglio sui tagli all’ospedale disertato da Regione e Asl

Atri, né D’Alfonso e Paolucci, né Fagnano e la Mattucci hanno preso parte all’assise straordinaria Il sindaco infuriato: «Con i comitati stiamo organizzando una manifestazione ai primi di dicembre»
ATRI. I big della politica regionale e della Asl teramana disertano il consiglio comunale straordinario sull’ospedale San Liberatore di Atri che si è svolto lunedì scorso. Si sarebbe dovuto parlare del futuro dei vari reparti ancora attivi e contemporaneamente informare la popolazione sugli effetti dei recenti tagli del punto nascita. Erano stati invitati il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, l’assessore alla sanità Silvio Paolucci, il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, il direttore sanitario della Asl Maria Mattucci ed il direttore generale Roberto Fagnano. Nessuno si è presentato al confronto.
Durante l’incontro si doveva anche discutere del trasporto in sicurezza delle partorienti dal punto nascita atriano (chiuso dal primo novembre) verso l’ospedale Mazzini di Teramo. A puntare il dito è il sindaco Gabriele Astofi che afferma amareggiato: «Il consiglio era stato convocato già per venerdì scorso, poi lo abbiamo spostato a lunedì perché alcuni politici erano impegnati. Volevamo delle risposte e delle rassicurazioni sull’ospedale ma non abbiamo avuto davanti nessun interlocutore, a questo punto fisseremo un nuovo appuntamento non appena qualcuno ci darà la propria disponibilità al confronto con la città ed il territorio». Al consiglio erano presenti i sindaci di Montefino, Roseto, Cermignano, Arsita, Bisenti, Penna Sant’Andrea e Silvi . Astolfi evidenzia: «mancavano tutti i sindaci del centrosinistra , l’unico ad uscire fuori dal coro di assenti è stato il primo cittadino di Silvi Francesco Comignani. La vallata del Fino è quella più interessata ai servizi erogati dall’ospedale di Atri, anche se impegnati i rappresentanti dei vari Comuni potevano mandare dei delegati. Nell’attesa della decisione sul ricorso al Tar circa la soppressione del punto nascita fissata per il 16 dicembre, stiamo organizzando grazie ai vari comitati cittadini una manifestazione per i primi di dicembre. Il territorio merita delle risposte e queste non si possono negare, vogliamo sapere il futuro del nostro ospedale».
Mentre si parla di chiusure e tagli ieri mattina i parcheggi del San Liberatore “scoppiavano” di auto, erano infilate ovunque, ciò evidenzia che i servizi erogati sono considerati ancora essenziali e necessari da parte della popolazione locale. Il comitato “Il San Liberatore non si tocca” che ha raccolto circa 16mila firme a difesa dell’ospedale, sulla defezione da parte della politica nello scorso consiglio comunale, commenta via Facebook: «Abbiamo assistito all'ennesima mancanza di rispetto da parte delle istituzioni. Monticelli dov'era? Una volta si stracciava le vesti per l'ospedale. Paolucci e D'Alfonso sembrano invece non conoscessero la strada per la città ducale». Il comitato conclude: «Ora è il momento di scendere in piazza e far sentire la nostra voce. Chiediamo a tutti di partecipare, solo così potremo salvare il nostro ospedale».
Domenico Forcella
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