Il contenzioso blocca la ripresa dei lavori

3 Agosto 2020

ROSETO. Situazione ancora critica per la villa comunale di Roseto. Oltre ai giardini nel degrado ci sono anche i lavori fermi ormai da due anni, che in teoria dovrebbero riprendere a breve; c’è da...

ROSETO. Situazione ancora critica per la villa comunale di Roseto. Oltre ai giardini nel degrado ci sono anche i lavori fermi ormai da due anni, che in teoria dovrebbero riprendere a breve; c’è da approvare prima in giunta comunale una perizia di variante che prevede ulteriori 80mila euro, oltre al finanziamento regionale di 1 milione 140mila euro per il completamento del piano terra. Pare però che ci sia ancora qualche problema tra la ditta Dag costruzioni e il Comune: a dicembre scorso infatti la ditta richiese al Comune per il cantiere fermo e le attrezzature bloccate un risarcimento danni di oltre 100mila euro, ma il Comune non ha ancora provveduto perché sta tentando di trovare un accordo con la ditta.
C’è dunque questo problema, e fin quando non si risolverà il cantiere resterà bloccato. I lavori di adeguamento sismico, partiti circa quattro anni e mezzo fa, in un primo momento si sarebbero dovuti concludere entro dicembre 2017, ma una prima perizia di variante, dovuta a una serie di interventi “non previsti”, determinò un primo ritardo. Gli attuali amministratori rosetani, dunque, avrebbero sperato di riaprire la villa entro giugno 2018, ma ecco un’altra perizia di variante per “imprevisti” da parte dei progettisti. Anche se dovesse essere completato il piano terra, comunque, lo storico edificio di Roseto non tornerebbe a totale disposizione dei cittadini: si dovranno infatti completare anche il primo e il secondo piano con ulteriori 450mila euro, soldi che potrebbero uscire fuori solo con la vendita di uno dei beni comunali all’asta. E’ una storia, quella della villa comunale di Roseto, che ha tanti aspetti poco chiari: il sindaco Sabatino Di Girolamo ripete spesso che la colpa è dell’ex sindaco Enio Pavone dell’attuale situazione, perché avrebbe pensato di metterci il Coc, il centro operativo comunale per le emergenze, intercettando il finanziamento regionale. Una scelta folle secondo Di Girolamo, perché la Villa è un edificio di pregio e già prima di iniziare i lavori si sarebbe potuto pensare che per ristrutturarla sarebbero stati necessari almeno 2 milioni. A parte le beghe politiche comunque la realtà dei fatti è che la Villa è chiusa da 4 anni e mezzo e i lavori sono fermi da oltre due anni. (l.v.)
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