Il contraccettivo non funziona: coppia ottiene 150mila euro

Lei resta incinta e l'azione legale ha costretto l'azienda produttrice a pagare. Il caso a Bologna
TERAMO. Il contraccettivo non funziona, lei resta incinta e l’azienda produttrice paga un risarcimento danni di 150mila euro. E’ il caso segnalato da Agitalia, associazione per la giustizia in Italia, che ha raccolto la denuncia di una coppia di coniugi già genitori di tre bambini piccoli e che ora aspetta il quarto.
La coppia vive a Bologna, ma lui è originario di Teramo. Il contraccettivo in questione è un congegno elettronico che rileva i livelli di ormoni nelle urine e con un sistema di luci indica quando avere rapporti sessuali a basso rischio gravidanza. «E’ un sistema che ci avevano consigliato in molti perchè ritenuto attendibilissimo», racconta il papà, «e ci era sembrato più sicuro della pillola. Invece a gennaio mia moglie si è accorta di essere incinta. Così ci siamo rivolti all’associazione per chiedere di avviare un’azione di risarcimento danni nei confronti della società produttrice. Noi siamo contentissimi di avere un altro bambino, ma è evidente che le condizioni economiche per una famiglia monoreddito non sono sicuramente facili».
Alla richiesta di risarcimento la coppia allega la consulenza di una ginecologa, la foto del contraccettivo usato e altra documentazione, preannunciando un’azione legale. «L’avvocato Andrea Rossi di Agitalia», continua il papà, «segue tutta la nostra pratica. Conosciamo i tempi lunghi della giustizia e sappiamo che avremmo dovuto attendere anni prima di una sentenza. Così quando l’azienda ha fatto una proposta in cambio della rinuncia ad ogni azione legale abbiamo accettato».
L’accordo, per cui è già stato firmato un preliminare, prevede un risarcimento di 150 mila euro. Dopo la firma del preliminare, avvenuta marzo, il vero atto sarà sottoscritto nel mese di aprile e successivamente la società farmaceutica provvederà a versare la somma sul conto della coppia.(d.p.)
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