Il direttore sanitario «Bisogna attivare subito 30 posti letto»

Sant’Omero, all’ospedale sulla carta ne spettano 130 ma ne sono attivi 100. Il rischio è perdere quelli mancanti
SANT’OMERO. In cima alla lista delle cose da fare, il direttore sanitario dell’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero, Carlo Di Falco, ha inserito il completo accreditamento dei posti letto. Al presidio sanitario ne spettano 130, ma sono solo 100 quelli attivi ed il rischio, se non ci si muove, è di perderli. Fare presto è, dunque, l’imperativo categorico.
«Questa è una cosa molto importante perché ci permette di saturare nella maniera più ottimale quelle che sono le richieste che ci pervengono dal territorio. Noi abbiamo molti pazienti cronici ed acutizzati e la presenza del posto letto è ovviamente fondamentale», spiega il nuovo direttore sanitario di Sant’Omero. Medicina (che assorbe da alcuni anni, oramai, anche geriatria), chirurgia generale, ortopedia e pediatria necessitano di posti letto in più. Per cui, i 30 ancora da attivare consentirebbero di rispondere alle richieste di ricovero. Del resto, alcuni reparti si stanno dimostrando eccellenti in termini di qualità e quantità di prestazioni, come ortopedia e chirurgia dove il carico di lavoro è alto e dove vengono eseguiti interventi di spessore facendo registrare anche una certa mobilità attiva. Dunque, occorre dare risposte immediate anche perché, una volta entrati a pieno regime, i posti letto stabiliti dal piano regionale per il “Val Vibrata”, giustificheranno – semmai ce ne fosse bisogno – interventi di potenziamento dell’organico medico, infermieristico e ausiliario.
I numeri del 2017, del resto, confermano l’elevata produttività dell’intero presidio sanitario di Sant’Omero. Di Falco ha ben compreso la centralità dell’ospedale in termini geografici ed il potenziale che rappresenta, specie come argine alla mobilità passiva. E’ proprio il Teramano, la Val Vibrata in particolare, a generare costi per la sanità quanto ai rimborsi verso ospedali e case di cura private, in particolare, marchigiani. «E’ bene che da direttore sanitario incominci a pensare a questo ruolo strategico», riprende Di Falco, «noi dobbiamo potenziare e migliorare tutte le attività che si svolgono che non devono andare ad appesantire l’ospedale di riferimento provinciale». Il direttore sanitario, forte di una lunga esperienza professionale maturata in Italia sia negli ospedali universitari che pubblici e privati ribadisce, anche, la necessità di intervenire oltre che sulla strumentazione di diagnostica e radiodiagnostica anche sulla pianta organica. «I presupposti ci sono tutti per dare risposte», dice il dirigente sanitario, «proprio alcuni giorni fa si sono concluse le procedure per l’assunzione di personale infermieristico».
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