«Il flop delle multe? Colpa solo degli amministratori»

15 Dicembre 2019

ROSETO. «Gli introiti per le violazioni del codice della strada si sono dimezzati a causa della scelta dell’amministrazione di interrompere i rapporti con la società esterna che si occupava di...

ROSETO. «Gli introiti per le violazioni del codice della strada si sono dimezzati a causa della scelta dell’amministrazione di interrompere i rapporti con la società esterna che si occupava di diversi servizi connessi alla riscossione». È il pensiero di Enio Pavone, consigliere d’opposizione e capogruppo di “Avanti per Roseto-Roseto al Centro”, in merito alle dichiarazioni del sindaco Sabatino Di Girolamo sull’incasso delle multe che, fino al 30 settembre 2019, ammonta a 200mila euro, ben al di sotto delle previsioni di bilancio di 400mila euro. Da un lato sarebbe anche una bella notizia, perché dimostrerebbe il rispetto delle regole da parte dei cittadini, ma Pavone evidenzia che questa azione rappresenta «l’ennesima dimostrazione della politica che ha contraddistinto l’amministrazione Ginoble-Di Girolamo che ha cercato, fin dal suo insediamento, di eliminare qualsiasi iniziativa intrapresa dalla mia amministrazione, non riuscendo a riconoscere l’utilità, o non volendolo fare, di quelle attività, come in questo caso l’esternalizzazione di un servizio, che liberava agenti di polizia municipale dai servizi amministrativi, per poter svolgere compiti istituzionali come il controllo del territorio».
Pavone inoltre chiede che fine ha fatto l’ufficio di polizia municipale, inaugurato nel 2016 in piazza della Libertà e ora chiuso. «Lo smembramento del corpo di polizia municipale è iniziato sin dall’insediamento di Di Girolamo», conclude Pavone, «con la revoca dell’incarico di comandante al maggiore Berardo D’Emilio, che con competenza e professionalità aveva diretto il comando negli ultimi anni. Il sindaco aveva annunciato, mesi fa, l’arrivo di un nuovo comandante, che non è mai arrivato». (l.v.)