Il fronte del no alla settimana corta raccoglie 720 firme

7 Luglio 2015

L’assessore Cameli annulla l’incontro con genitori e preside «Mi aspettavo una delegazione, non un corteo di protesta»

GIULIANOVA. Settimana corta: il fronte del no raccoglie 722 fieme mentre il vicesindaco con delega all’istruzione Nausicaa Cameli ha annullato la riunione, prevista ieri alle 17, con i rappresentanti dei genitori pro e contro la settimana corta e la preside del primo circolo didattico Carmen Di Odoardo.

La decisione è nata dopo aver saputo che l’incontro si sarebbe trasformato in un corteo di protesta da parte dei genitori (tra cui molti anche della scuola media Bindi, che fa parte invece del secondo circolo didattico e che quindi non sarebbe interessata dalla decisione presa dal consiglio di istituto delle scuole del paese) a favore della settimana corta. Il papà Emilio Chiodo ha dichiarato che l’istituzione della settimana corta è stata «una precisa richiesta sottoscritta dalla maggioranza dei genitori dei bimbi dell’ultimo anno della materna». «C’è stata tutta un’organizzazione di contorno a mia insaputa», ha asserito invece Cameli, «io mi aspettavo di ricevere una piccola delegazione dei genitori, contrari e favorevoli, e la preside, non un corteo. Il Comune non è certamente il luogo preposto per manifestare in tal senso, visto che la decisione non l’ha presa l’amministrazione, ma il consiglio d’istituto. Se i genitori vogliono protestare lo facessero davanti alla scuola». La decisione di istituire la settimana corta è stata presa mercoledì scorso alla Pagliaccetti e molti genitori sono andati lì a protestare, con tanto di cartelli alla mano con la scritta “no settimana corta” chiedendo che, al contrario di come è stato fatto, a pronunciarsi sulla riduzione di orario fossero tutti i genitori, e non solo i pochi delle classi entranti e uscenti. Durante il consiglio d’istituto, la preside, vedendo i manifestanti, ha abbandonato la seduta, lasciando che il consiglio votasse senza di lei (11 a favore e 2 contrari). I genitori contrari, proprio ieri, hanno protocollato in Comune e nelle scuole ben 722 firme. Nel documento è scritto che i genitori, all’atto di iscrizione dei figli, sapevano che ci sarebbe stata la settimana normale e non quella corta (8-14 per le medie e, per le primarie, 8.20-13.20 4 giorni e il martedì 8.20-15.50). Né sono stati informati nel corso dell’anno passato. I genitori, inoltre, riportano un articolo della Carta dei diritti e doveri dei genitori citando testualmente che «i genitori hanno il diritto di essere informati dei programmi». Anche il sindaco Francesco Mastromauro e la stessa Cameli erano caduti dalla nuvole alla notizia, perché l’amministrazione, che non si è dichiarata né contraria né a favore, avrebbe dovuto essere interpellata prima della scelta, soprattutto per verificare la fattibilità dei nuovi orari degli scuolabus. Il vicesindaco, tuttavia, ha convocato una nuova riunione per oggi alle 11,30 con la preside, la docente Luana Monaco e 6 genitori, 3 contrari e 3 a favore della settimana corta.

Margherita Totaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA