Il futuro dirigente: azienda solida sui tagli si discuterà

TERAMO. Da «non abruzzese» la sorpresa è doppia. E poco importa se sul suo nome non sembrano mai esserci stati troppi dubbi. Lui, Roberto Fagnano, a poche ore dalla nomina a nuovo manager della Asl...
TERAMO. Da «non abruzzese» la sorpresa è doppia. E poco importa se sul suo nome non sembrano mai esserci stati troppi dubbi. Lui, Roberto Fagnano, a poche ore dalla nomina a nuovo manager della Asl di Teramo, continua a dirsi «molto sorpreso» della scelta ma anche «onorato della grande carica di fiducia che mi è stata accordata». Fiducia che evidentemente fa leva sull’esperienza in campo sanitario del 51enne avvocato di Campobasso, che conta, tra le altre cose, anche l’incarico, dal 2010, di componente della Stem, la struttura tecnica di monitoraggio nata dall’intesa Stato-Regioni.
Dottor Fagnano, il curriculum c’è tutto e il suo nome era in pole position da giorni, eppure la nomina la stupisce un po’, come mai?
«C’erano aspirazioni locali com’è legittimo che sia. La Regione ha deciso di guardare oltre questi interessi, anche politici. È il sintomo che la giunta sta puntando ad altro, ad accelerare sul risanamento della sanità abruzzese per farla uscire dal commissariamento».
L’unico ostacolo alla sua candidatura sembrava essere la «non teramanità». E invece dopo il genovese Rolleri arriva un altro manager “esterno”.
«È un limite che può diventare un’opportunità. Si lavora con meno polemiche attorno e forse meno pressioni. Per quanto riguarda la gestione di Paolo Rolleri è stata corretta. L’Asl funziona, certo ci sono aspetti da migliorare, bisogna valorizzare alcune specialità sul territorio. Ma la situazione di partenza è buona».
Dottor fagnano, quali sono questi aspetti da migliorare e lei da dove inizierà?
«I punti critici della sanità teramana, si sa, sono la mobilità passiva e le liste d’attesa. Come intervenire è presto per dirlo, vanno individuate le cause, se c’è poco personale, se è una questione di apparecchiature. A ogni modo è evidente che per competere con altre realtà bisogna garantire servizi e standard che spingano i cittadini a non spostarsi altrove. E questo si può fare meglio quando conti e bilanci sono in regola e quando ci sono le risorse a disposizione. Al Nord la sanità funziona così».
L’uscita dal commissariamento sembra imporre alcuni tagli dolorosi. Ci sono quattro punti nascita a rischio in Abruzzo, nel Teramano quello di Atri, cosa ne pensa?
«Io credo siano possibili soluzioni alternative prima di chiudere questi servizi. Del resto a breve ci sarà un nuovo decreto del ministero della Salute che modifica alcuni requisiti per gli ospedali. Il quadro nazionale sta cambiando ancora, per questo bisogna aspettare. Gli obiettivi da rispettare sono senz’altro l’equilibrio economico e la qualità della sanità, i livelli essenziali di assistenza. Poi però le Regioni hanno margini di autonomia».
La prima cosa che farà quando arriverà a Teramo?
«Incontrerò il personale e cercherò di ascoltare il territorio. Ecco, io credo sia necessario “partire dal basso”, dai cittadini, che sono in nostri utenti prima di agire».
Fabio Marini
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