Il gestore: «A queste condizioni Prati chiusi anche in estate»

30 Gennaio 2021

Finori spiega perché non ha potuto firmare con l’Asbuc il contratto di concessione diretta dei terreni «Proposta irrealizzabile. Io ho fatto le manutenzioni ma ora dovrò licenziare i miei 16 dipendenti»

TERAMO. La strada per la riapertura della stazione di Prati di Tivo si fa sempre più in salita e tortuosa e all’orizzonte si profila il prolungarsi della chiusura non solo in questa stagione invernale, per quello che resta, ma anche in quella estiva. Una triste constatazione fatta dal gestore degli impianti Marco Finori nella conferenza stampa di ieri, nella quale ha voluto fare chiarezza sulla situazione e si è voluto esimere da ogni responsabilità sul suo diniego al contratto di concessione diretta dei terreni proposto dall’Asbuc di Pietracamela.
La concessione dei terreni dove insistono gli impianti è il nodo da sciogliere per la riattivazione degli stessi dopo che l’Asbuc ha rescisso il contratto di concessione alla Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico-privata in liquidazione proprietaria delle attrezzature, per il mancato pagamento dei canoni. Fino ad ora tutti i tentativi di trovare una soluzione sono falliti, anche l’ultimo proposto dall’Asbuc che Finori trova «inaccettabile» e ne spiega i motivi. «Io pago già un contratto di gestione alla Gst che contiene anche l’utilizzo dei fondi, per cui non posso legalmente accettare quello proposto dall’Asbuc», ha spiegato, «come faccio a ricontrattualizzare la concessione dei terreni che già pago? Non posso avere due contratti e pagare a due enti il canone. Inoltre tengo a precisare che il contratto semestrale che mi è stato proposto dall’Asbuc non è di 17.500 euro come riferito dal presidente Paride Tudisco, ma di 21.479,50 euro escluse le spese di registrazione e l’Iva e contiene la richiesta di 100 pass estivi e invernali e la previsione che d’estate devo garantire i terreni fruibili per il pascolo. Una proposta che non posso accettare, ma d'altronde le proposte di Tudisco, finora, sono state inaccettabili o irrealizzabili». Finori rincara la dose e scarica la responsabilità proprio sull’Asbuc. «Dove sono andati a finire i proclami di Tudisco sulla concessione dei terreni a canone zero per il periodo della mia proroga di gestione per amore del suo territorio?», ha aggiunto, «in una situazione di pandemia il suo comportamento è molto grave e siccome si è accorto del danno arrecato al suo territorio, scarica la responsabilità sugli altri. Ma se sono a rischio l’estate e il futuro dei Prati non è certo per colpa mia: gli impianti sono pronti e con le manutenzioni fatte, mancano solo i collaudi che non possono essere effettuati senza il possesso dei terreni. Ho sedici dipendenti e dovrò, con enorme dispiacere, licenziarli», ha concluso, «in questi mesi ho cercato di salvare il loro lavoro, ma ora non ci riesco più».
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