Il ginecologo accusato di violenza torna a fare l’assessore in Comune

Il sindaco: «Vicenda personale ed esterna all’ente, può continuare nel suo ruolo istituzionale» Prima della revoca degli arresti domiciliari il medico era stato sospeso anche da consigliere
MONTORIO. Francesco Ciarrocchi è tornato a fare l’assessore all’urbanistica e all'edilizia privata e il capogruppo di maggioranza del Comune di Montorio.
Il ginecologo teramano, indagato per violenza sessuale dopo la denuncia di una ragazza che lo accusa di abusi avvenuti durante una visita medica nel suo ambulatorio privato, era finito agli arresti domiciliari.
Successivamente il tribunale del Riesame ha revocato questa misura sostituendola con la sospensione dall’attività professionale. La prefettura lo aveva sospeso dalla sua carica di consigliere e appena revocata la misura di custodia cautelare è rientrato in consiglio. «Le dimissioni formali di Ciarrocchi annunciate tramite i suoi avvocati non erano state formalizzate al protocollo e dopo pochi giorni è rientrato in consiglio», ha detto il sindaco Fabio Altitonante, «da un confronto fatto, e considerato che la vicenda è del tutto personale ed esterna all’amministrazione comunale, abbiamo deciso che continuasse nel suo ruolo istituzionale di assessore».
Ciarrocchi, con il vice sindaco Raniero Barnabei, ieri è intervenuto con una nota sull'interrogazione della minoranza che di recente è tornata a sollevare l'incompatibilità della consigliera Adele Ricci per esercitare al contempo il ruolo di consigliere e presidente di consorzio ricostruzione post sisma 2009. Interrogazione che è stata portata nel consiglio comunale di martedì. «La convocazione è stata tenuta nascosta», scrivono in una nota Eleonora Magno, Andrea Guizzetti, Alessandro Di Giambattista e Alessia Nori della minoranza, «nella seduta la Ricci e la maggioranza parlano di un verbale di nomina del nuovo presidente di consorzio che sanerebbe dopo quasi otto mesi l'incompatibilità, ma non risulta depositato niente. La maggioranza mette a votazione la delibera respingendo la procedura di avvio della contestazione».
Secca la replica della maggioranza a nome di Barnabei e Ciarrocchi. «Nella conferenza dei capogruppo si è deciso di trattare l’interrogazione nel consiglio del 24 aprile, il sindaco ha presentato una risposta scritta che ha illustrato in quella data, tuona Barnabei, «ma le opposizioni hanno chiesto un consiglio dedicato che ha dei costi a carico dei cittadini».Così aggiunge Ciarrocchi: «Precisiamo che una volta optato per la facoltà concessa dalla normativa speciale per le sedute online è rimessa alla determinazione del sindaco l’individuazione dei criteri di trasparenza».
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