Il giuliese Ciprietti sentito come teste al processo Corona

31 Marzo 2017

Pagamenti in nero al fotografo dei vip per promuovere l’immagine del figlio, pilota di moto: «Non lo farò mai più»

GIULIANOVA. C’è anche un giuliese tra i testimoni del processo che si sta celebrando a Milano per i fondi guadagnati in nero da Fabrizio Corona, la vicenda che nell’ottobre del 2016 ha portato all’arresto (il terzo) del fotografo dei vip dopo la scoperti un tesori nascosto di oltre due milioni e mezzo di euro in contanti. I giudici del tribunale del capoluogo lombardo hanno ascoltato, tra le altre, anche la testimonianza di Davide Ciprietti, noto imprenditore giuliese, proprietario della stazione di servizio Ip sulla statale Adriatica nord, alla quale è annessa una pista per minimoto e kart, padre del giovane e promettente pilota motociclista Matteo. Sentiti come testi, alcuni collaboratori di Corona hanno in tuto o in parte ritrattato le dichiarazioni che avevano reso ai carabineri subito dopo l’arresto del loro principale, ammettendo in aula di essere a conoscenza di una cospicua quantità di pagamenti in nero per le svariate attività di Corona, circostanza che in precedenza avevano negato.

Anche Ciprietti – sentito come ex cliente di Corona al quale si era rivolto per promuovere l’immagine di suo figlio – ha fatto una parziale retromarcia rispetto a quanto detto durante le indagini. «Volevo solo dare un po’ di visibilità a mio figlio Matteo che corre in moto. Così ho contattato l’agenzia di Corona», ha spiegato Ciprietti ai giudici, «Mi hanno proposto un contratto da 10mila euro, ma per noi era troppo». Ciprietti dice di aver pagato duemila euro a Corona con un assegno e di aver ricevuto una regolare fattura. Il prezzo per la pubblicazione di un articolo su una rivista, il settimanale Ora sul quale apparve un’intervista a Matteo Ciprietti dal titolo “Valentino Rossi è il mio mito”. Nell’intervista il giovane pilota giuliese parlava della sua attività e ed esprimeva la sua ammirazione per Corona, definendolo «un esempio» per la forza di volontà dimostrata nell’affrontare le avversità della vita. La collaborazione però è poi continuata, con un evento in un locale di Milano: «Siamo venuti con la moto per metterla in esposizione», ha raccontato Ciprietti, e sopratutto per la partecipazione del centauro al Maurizio Costanzo Show. «Quanto ho pagato per tutto questo? Nulla, ma un nostro sponsor forse ha dato a Corona qualche cosa in più. Qualche migliaio di euro», ha ammesso alla fine Ciprietti. Anche lui è accusato di non aver detto la verità nelle sue dichiarazioni ai carabinieri: «Non ho detto tutto, non ho parlato di questa somma perché non l’avevo pagata io di persona», si è giustificato. «Queste cose non le farò mai più», ha assicurato alla fine, «ora mio figlio si pubblicizza da solo». La prossima udienza del processo sarà il prossimo 6 aprile, ed è prevista la deposizione dello stesso Corona. (red.te.)