Il grazie di due mamme ucraine a Giulianova

Messaggio al circolo Colibrì che le aveva accolte: «Vi amiamo e siamo grate per tutto»
GIULIANOVA. «Vi amiamo e siamo grate per tutto. Continuiamo a vivere anche se non è facile nelle condizioni attuali. Ci mancate e ricorderemo per sempre il tempo trascorso in Italia». È il bellissimo messaggio inviato da Miroslava e Natalija, due donne ucraine, ad Ambra Di Pietro, presidente del circolo culturale Colibrì di Giulianova, che un anno fa insieme agli altri membri del circolo ha accolto entrambe con i rispettivi figli a Giulianova.
«A marzo 2022», racconta Di Pietro, «siamo andati al confine con l’Ucraina per portare dei medicinali diretti all’ospedale di Kiev e, visto che eravamo lì con due pulmini, abbiamo approfittato, sempre tramite l’ospedale che ci ha fornito i nominativi, per riportare a Giulianova queste due famiglie». Le due donne sono state seguite fin da subito da Colibrì sia per la sistemazione a Giulianova, sia per l’inclusione all’interno della comunità giuliese. «Si è creato un bellissimo rapporto di amicizia», aggiunge Di Pietro, «e così le portavamo a mangiare fuori la sera, e il giorno alcune nostre ragazze volontarie al liceo scientifico di loro spontanea volontà andavano in albergo, dove erano sistemate le due donne con i loro figli, a fare lezioni di italiano ai ragazzi. Le abbiamo portate spesso a eventi, abbiamo organizzato pranzi al mare nella stagione estiva e hanno collaborato con noi anche per comporre l’infiorata in piazza del Mare ad agosto».
A fine settembre, però, Miroslava e Natalija sono dovute ripartire per l’Ucraina per riavvicinarsi alle rispettive famiglie. «Miroslava è tornata perché stava per morire sua madre», precisa Di Pietro, «e Natalija aveva sentito notizie di una tregua nel suo piccolo paesino vicino Kiev ma, dopo due giorni dal suo ritorno in Ucraina, la guerra è ricominciata e un palazzo vicino alla sua casa è stato distrutto da un missile. Ci sentiamo spesso comunque, e loro mi danno informazioni sulla situazione in Ucraina. Speriamo che la guerra finisca presto, così potremo tornare in Ucraina a trovare le nostre amiche e le loro famiglie».
Luca Venanzi
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