Il grido di aiuto dello Zooprofilattico

I 57 dirigenti scrivono ai governatori di Abruzzo e Molise: basta beghe politiche, approvate la legge di riordino
TERAMO. «Non vogliamo rassicurazioni ma risposte immediate, concrete ed efficaci». E' quanto chiedono i dirigenti dell'istituto zooprofilattico "Caporale" ai politici di Abruzzo e Molise. In una lettera aperta indirizzata ai governatori Luciano D'Alfonso e Paolo Di Laura Frattura i 57 firmatari rompono quella che definiscono «la cappa di silenzio» sul processo di riordino dell'ente. Il percorso, dettato da un decreto lesgislativo di giugno 2012 e demandato alle Regioni con il "Patto della salute" sottoscritto l'anno scorso a livello nazionale, si è arenato a novembre dopo un primo passaggio decisivo. Il consiglio regionale abruzzese, infatti, ha approvato la legge di riordino che, per competenza territoriale, doveva essere adottata con il medesimo testo dall'organismo omologo molisano. «La giunta regionale del Molise ha addirittura approvato, nel dicembre scorso, una proposta di legge palesemente differente rispetto a quella abruzzese», denunciano i dirigenti, «dal combinato disposto dei due testi scaturisce un risultato pari a zero: in un improbabile “gioco dell’oca” saremmo tornati alla casella di partenza».
Il commissariamento, indicato dal "Patto della salute" come sanzione in caso d'inadempimento, è stato evitato d'un soffio: solo perché, come spesso avviene in Italia, la scadenza fissata per fine anno è stata posticipata (al 31 marzo). Le due Regioni hanno dunque guadagnato un "tempo supplementare" di tre mesi, già in parte consumato senza soluzioni apprezzabili. I dirigenti attribuiscono a «scaramucce politiche che ci permettiamo di definire irresponsabili» il mancato accordo tra Abruzzo e Molise sul testo necessariamente identico che dovrà essere approvato dai rispettivi consigli. «Non siamo interessati ad interpretare tali comportamenti», chiariscono, «e non ci chiediamo neanche “cui prodest” di fronte ad omissioni e ritardi che evidentemente non possono essere casuali e che restano tanto più incomprensibili in quanto significherebbero la rinuncia da parte delle Regioni ad esprimere gli organi di governo dell’ente».
Il pericolo concreto, però, è che una nuova gestione commissariale dell'Izs ne limiti la capacità di azione e di sviluppo. «Ricordiamo alle massime autorità politiche regionali che questo Istituto è già reduce da oltre diciotto anni di commissariamento, tra il 1993 e il 2012», osservano, «cagionato proprio dalla incapacità da parte delle Regioni Abruzzo e Molise di accordarsi per una legge comune. Una situazione del tutto anomala che è diventata incredibile normalità e nella quale non vogliamo assolutamente ricadere». I 57 firmatari dell'appello fanno notare che proprio i politici si affrettano a promuovere l'istituto "Caporale" come una «eccellenza» ma rilevano che alle parole finora non sono seguiti i fatti. «Non chiediamo impegni straordinari o operazioni roboanti», insistono, «ma solo la possibilità di operare ed esprimere le nostre potenzialità in una situazione di piena e ristabilita normalità. Riteniamo che questo sia un diritto delle oltre cinquecento persone che operano in Istituto e alle quali i governatori abruzzese e molisano devono fornire una risposta». Il richiamo dei dirigenti è rivolto al «preciso dovere della classe politica di dotare questo ente di una governance coesa, motivata ed altamente qualificata all’altezza delle impegnative sfide che ci attendono e che possa garantire non improbabili ritorni al passato ma un forte slancio verso il futuro».
Gennaro Della Monica
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