Il grido di aiuto di una coppia: «Abbiamo paura di essere uccisi»

20 Agosto 2023

Il divieto di avvicinamento nei confronti del vicino modificato dopo il suo tentativo di suicidio Il denunciante: «Io e mia moglie ci sentiamo insicuri, ai carabinieri ho detto: allora arrestate me»

CIVITELLA DEL TRONTO. Una lettera aperta che sa di amarezza e paura. Perché Emidio Pizi, titolare di una ditta di vendita e assistenza di macchine per ufficio, ha il terrore di uscire di casa da quando al suo vicino è stata rivista la misura del divieto di avvicinamento alla sua residenza. «Ai carabinieri», dice, «ho detto di arrestare me perché in carcere sicuramente mi sentirò più sicuro che a casa mia». Secondo l’accusa l’uomo nel 2018 gli avrebbe urlato: «Io posso sterminare tutta la tua famiglia...prendo la pistola e vi ammazzo tutti».
Nella lettera l’uomo racconta la sua vicenda e chiede tutela. Lui e la moglie vivono a Villa Lempa di Civitella e dal 2018 hanno denunciato il vicino di casa per stalking e lesioni. «In questi anni ci sono stati dei processi e delle condanne», racconta, «ma mai un divieto di avvicinamento. Finalmente a luglio il giudice l’accoglie e firma un divieto di avvicinamento alla mia persona di 500 metri dalla mia residenza e dalla mia persona». La settimana scorsa il destinatario della misura ha minacciato di uccidersi buttandosi da un ponte ed è stato salvato dai carabinieri. «Dopo questo episodio», continua Pizi, «il giudice di turno ha modificato in mio danno la misura cautelare personale del divieto di avvicinamento autorizzandolo a raggiungere la casa dei suoi genitori che è confinante con la mia abitazione ma facendo in modo di non transitare davanti alla mia abitazione. Cosa che è del tutto impossibile visto, infatti, che per accedere alla casa dei genitori dell’uomo l’unica via d’accesso è quella che passa davanti alla mia abitazione. Ancora più preoccupante è il fatto che nell’atto non si ravvisi alcuna limitazione di orari. Dal ricevimento del nuovo provvedimento non riusciamo più a dormire e a vivere con la sufficiente serenità sentendoci di fatto agli arresti domiciliari. Mi chiedo come posso tutelare la mia famiglia? Mia moglie? Le mie tre figlie con i nipotini che hanno paura di venirci a trovare? Vorrei poter credere nella giustizia». L’uomo ha annunciato che impugnerà il provvedimento.(d.p.)
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