Il liquidatore conferma: la Gran Sasso andrà all’asta
TERAMO. Il presidente della Provincia prova l’ultimo tentativo con la Camera di commercio per ricapitalizzare la Gran Sasso Teramano, ma il liquidatore procede con il bando di dismissione. Un ultimo...
TERAMO. Il presidente della Provincia prova l’ultimo tentativo con la Camera di commercio per ricapitalizzare la Gran Sasso Teramano, ma il liquidatore procede con il bando di dismissione. Un ultimo incontro interlocutorio per tentare la strada della ricapitalizzazione della Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico-privata in liquidazione proprietaria degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva: così ha definito il presidente Diego Di Bonaventura l’incontro di domani, da lui stesso annunciato, con la presidente della Camera di commercio Antonella Ballone. Ma dalla Gst il liquidatore Gabriele Di Natale fa sapere che il dado è tratto e che si procederà con il bando di dismissione, già pronto e che potrebbe essere pubblicato domani.
Niente soluzioni alternative, quindi, per le quali la Provincia, nell’ultima assemblea dei soci di mercoledì, si era riservata 48 ore. «La volontà dell’assemblea dei soci è per la dismissione della società e così si procederà», replica Di Natale, «anche perché le 48 ore richieste dalla Provincia sono scadute. Il prezzo di partenza del bando pubblico è 900mila euro come offerto dal gestore Marco Finori con 100mila euro d'acconto e 200mila euro per quattro anni. Avrà scadenza il 30 aprile e mi auguro che ci sia un larga partecipazione al fine di aumentare il prezzo di vendita per il raggiungimento del debito complessivo della società».(a.d.f.)
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