Il medico Rampa va in pensione dopo 43 anni e migliaia di pazienti

3 Giugno 2022

Il professionista: «Dal 18 giugno lascio, ma il mio ambulatorio resterà sempre aperto per tutti» L’incontro con la medicina territoriale dopo la trincea del pronto soccorso: «È il primo presidio» 

TERAMO. «Vado in pensione, ma non smetto di essere un medico»: occorrono sguardi molto acuti per capire questi tempi accelerati da pandemia e guerra. Graziano Rampa dal 18 giugno appende il camice bianco dopo 43 anni e 4 mesi trascorsi a fare il medico di base. 70 anni (da festeggiare proprio il 18 giugno), nell’ambulatorio di Castelnuovo Vomano aperto dalla mattina alla sera ha applicato nei fatti il concetto primario della medicina territoriale. «Che è quello di stare tra la gente», dice, «cosa che continuerò a fare perchè il medico di base deve essere il primo presidio sul territorio della sanità pubblica».
Studi dai Salesiani di Macerata, nel 1978 la laurea in medicina e chirurgia a Perugia e successivamente la specializzazione a Roma in chirurgia vascolare. Dal 1980 al 1983 la trincea di un pronto soccorso, quello dell’ospedale di Teramo. «Sono stati gli anni più formativi della mia professione», racconta, «formativi sia dal punto di vista professionale sia da quello umano. Mi hanno insegnato ad affrontare qualsiasi emergenza sia con la testa sia con il cuore e quegli anni, quella necessità di dare delle risposte mi hanno insegnato tanto». Nel febbraio del 1979 abbraccia la medicina di base. Da allora tetto massimo di 1600 pazienti tra Castellalto, Castelnuovo, Notaresco e Cermignano e in ambulatorio dalle 7.45. «La mia casa si trova sopra l’ambulatorio», racconta, «e quindi io ci sono sempre stato anche quando lo studio era chiuso. Per i miei pazienti, ma anche per gli altri. Alla professione ho dato tutto togliendo molto alla vita privata. Ma io penso che si è medici sempre, non ci sono orari». E il Covid lo ha confermato. In prima linea anche nei tempi più cupi della pandemia con il telefono acceso 24 ore su 24, l’ambulatorio sempre aperto a tutti e lui in giro fino a tarda sera per visitare i pazienti in sorveglianza domiciliare. «Due anni fa avrei potuto andare in pensione ma ho pensato non fosse il momento proprio perchè con il Covid non potevo lasciare», aggiunge, «sono stati anni difficili, piene di perdite di vite umane. È stato fondamentale essere un punto di riferimento per i pazienti». E, in quei momenti difficili, quando ha avuto tempo, si è messo davanti a una telecamera e ha postato su Facebook il resoconto della giornata tra consigli e moniti ai pazienti. «Tutto serve per far arrivare il messaggio», racconta, «certo magari i pazienti anziani non stanno sui social. Ma è stato importante arrivare a tutti e ogni mezzo è stato buono. Il dramma pandemia è stato uno tsunami che ha travolto tutti e noi medici territoriali spesso siamo stati al fronte senza le adeguate protezioni. Voglio ricordare che in Italia sono morti 180 medici di base per il Covid a cui nessuno ha detto grazie». Sposato e padre di quattro figli, Rampa è un appassionato di calcio e moto: è stato presidente del Castelnuovo Calcio in eccellenza, fondatore del club Juventus e del moto club a Castelnuovo. Sindaco di Castellalto dal 1991 al 1993, attualmente è capogruppo dell’opposizione. «Ora cercherò di dedicarmi agli hobby», conclude, «ma per i pazienti ci sarò sempre».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.