«Il ministero non aggiornava il piano economico-finanziario»
C’è un aspetto su cui il giudice si sofferma nelle motivazioni: il rapporto, all’epoca dei fatti, tra la società concessionaria e il ministero. Scrive a questo proposito: «I vertici della società...
C’è un aspetto su cui il giudice si sofferma nelle motivazioni: il rapporto, all’epoca dei fatti, tra la società concessionaria e il ministero. Scrive a questo proposito: «I vertici della società concessionaria evitavano di impegnare risorse finanziarie in onerosi interventi di manutenzione ordinaria volti a eliminare il degrado degli elementi strutturali delle opere d’arte; degrado che si aggravava nel tempo, e ritenevano preferibile, nell’ottica del contenimento delle spese complessive, concentrarsi su altri tipi di intervento meno impegnativi sotto il profilo economico-finanziario (manutenzione ordinaria cosiddetta ricorrente) ma idonei a far conseguire i volumi di investimenti in manutenzione ordinaria previsti in sede convenzionale, anche tenuto conto della scarsa collaborazione proveniente dagli uffici ministeriali che rifiutavano sistematicamente, in costanza di concessione, l’aggiornamento dell’originario piano economico finanziario».
A processo erano finiti, oltre a Carlo Toto, patron della toto Holding che controlla Strada dei Parchi, l’ex amministratore delegato di Sdp Cesare Ramadori; l’ex direttore generale di esercizio Igino Lai; l’ex direttore operativo Marco Carlo Rocchi; l’ex direttore tecnico Gabriele Nati; l’ex responsabile della direzione tecnica Mario Bellesia; gli ex amministratori delegati Sandro Capparucci e Roberto Zianna. Per tutti le accuse erano quelle di inadempimento di contratti di pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti. (d.p.)
A processo erano finiti, oltre a Carlo Toto, patron della toto Holding che controlla Strada dei Parchi, l’ex amministratore delegato di Sdp Cesare Ramadori; l’ex direttore generale di esercizio Igino Lai; l’ex direttore operativo Marco Carlo Rocchi; l’ex direttore tecnico Gabriele Nati; l’ex responsabile della direzione tecnica Mario Bellesia; gli ex amministratori delegati Sandro Capparucci e Roberto Zianna. Per tutti le accuse erano quelle di inadempimento di contratti di pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti. (d.p.)

