Il ministero proroga fino al 2023 l’area di crisi Vibrata-Tronto

Si sbloccano 10 milioni di euro non utilizzati per le aziende, ma si abbassa il tetto massimo dei progetti Nel frattempo Provincia e sindacati si incontrano e convocano le imprese per il 18 febbraio
TERAMO. L’area di crisi Val Vibrata - Valle del Tronto prorogata dal Ministero dello sviluppo economico fino al 2023. La notizia, attesa da più parti per il rilancio dell’economia della vallata e non solo, si traduce così in termini economici: oltre 10 milioni di euro finora inutilizzati tra quelli a disposizione possono essere di nuovo assegnati alle aziende. La novità: tetto di spesa per i progetti abbassato a un milione, cifra che prima rappresentava il minimo per partecipare al bando.
Ad annunciarlo, ieri, è stata una nota della Provincia di Teramo, inviata a margine di un incontro online tra i rappresentanti dell’ente e i sindacati. «Una buona notizia perché vi è la certezza che il finanziamento ottenuto per l’area di crisi, nel quale tanta parte ha avuto la Provincia che per anni si è battuta per ottenerlo, rimane in Val Vibrata», ha commentato il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, «ma occorre dialogare sia con il ministero sia con Invitalia, perché un residuo così alto è la testimonianza che i precedenti bandi non erano adeguati rispetto alle esigenze del territorio. Dobbiamo evitare gli errori del passato e su questo confidiamo in una unanime visione con la Regione Abruzzo». Anche il consigliere regionale della Lega Emiliano Di Matteo ha commentato la proroga dell’area di crisi, parlando di «risultati che finora non sono stati concreti, viste le risorse non spese a fronte delle criticità della vallata», esprimendo soddisfazione per non aver perso i fondi e per le «nuove possibilità di interloquire con il Governo per intercettare altre risorse», poi ringraziando l’assessore regionale Pietro Quaresimale per l’impegno nella vicenda.
Il tema dell’incontro online provinciale era proprio la programmazione per la ripresa economica e industriale. Presenti, insieme a Di Bonaventura e al consigliere delegato Lanfranco Cardinale, anche Giovanni Timoteo della Cgil, Fabrizio Truono della Uil e Fabio Benintendi della Cisl. Preso l’impegno di convocare una riunione in presenza con le associazioni datoriali per il 18 febbraio. «Nel rispetto delle competenze della Regione, non vi è dubbio che è certamente utile coinvolgere il mondo produttivo», ha commentato Cardinale, «è evidente che, con una crisi economica di queste dimensioni, i finanziamenti che arriveranno non possono essere sprecati con misure non congruenti». I sindacati, invece: «Fino ad oggi con la Provincia abbiamo seguito un percorso coerente. Questo metodo ha avuto il merito di risvegliare un protagonismo del territorio: stabiliamo una linea di governance anche per il mondo produttivo, cerchiamo di camminare insieme chiedendo un impegno specifico anche ai consiglieri e ai parlamentari di questa provincia».(red.te)
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