Il ministro Alfano a Teramo: «La Riforma Costituzionale? Un pit-stop che farà bene allo Stato»

L'esponente del governo ospite del convegno su riforma e Senato delle Regioni organizzato dal gruppo del Nuovo Centrodestra. E sulla legge di bilancio appena varata dal Consiglio dei Ministri: «Il nostro è un giudizio molto positivo»
TERAMO. «Nessun ideale scritto nella nostra Costituzione viene toccato o intaccato, gli ideali non si toccano, si tocca la macchina, si tocca il funzionamento dell'organizzazione dello Stato, perché dopo 70 anni credo che un pit-stop faccia bene». Così il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, oggi a Teramo per partecipare al convegno "La Riforma Costituzionale e il Senato delle Regioni", organizzato dal Gruppo del Nuovo Centrodestra che al referendum costituzionale sostiene il "Sì". Parlando del referendum, Alfano ha detto: «È un treno che ha come destinazione il cambiamento e noi lo vogliamo prendere perché è l'ultimo. È una grande bugia che subito dopo l'eventuale fallimento di questa riforma se ne fa un'altra. L'ultimo tentativo fu fatto dieci anni fa con la devolution del centrodestra, di Berlusconi, stavolta ne passeranno altri venti o trenta. È una chance da non sprecare per chi vuole diminuire i posti dei politici, i costi nelle istituzioni, rendere il procedimento legislativo più veloce».
«Il nostro», ha proseguito il ministro «è un giudizio molto positivo su questa manovra. Si investe sulle forze dell'ordine, si incentiva ancora di più la famiglia, si diminuiscono le tasse, si rottamano interessi e more nelle cartelle esattoriali, si chiude Equitalia. So che è forte dirlo, ma probabilmente non potevamo chiedere nulla di più di quello che abbiamo chiesto e ottenuto». La notizia del giorno è anche quella sui legami tra Isis e 'ndrangheta: «Abbiamo studiato il "Pil del terrore" e sappiamo che una delle componenti è il mercimonio delle opere d'arte. Su quanto scrivono i giornali sono, ovviamente, in corso attività di monitoraggio preventivo e anche di indagine laddove ci sono i presupposti. Tutto il fatturato criminale del sedicente stato islamico nasce da una serie di fattori e fra questi la vendita di opere d'arte sfuggite alla furia iconoclasta dei miliziani è una voce importante». Così il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha commentato l'articolo uscito oggi su La Stampa dal titolo «Arte antica in cambio di armi, affari d'oro in Italia per l'asse fra Isis e 'ndrangheta».
Infine l'accenno al Nuovo Centrodestra: «Per fare un regalo all'Italia, la stabilità del Paese, ci siamo dovuti accollare la formazione di un partito con zero giornali alle spalle, zero televisioni, zero euro di finanziamento pubblico, solo con le nostre forze. Volevamo che il nostro Paese riprendesse il cammino della crescita. Ora il lavoro del Parlamento è finito, tocca al popolo giudicare e per noi è una soddisfazione straordinaria». Presenti al convegno il presidente abruzzese degli industriali Agostino Ballone, il presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso, amministratori e politici provenienti da tutta la provincia e dalla regione.

