Il municipio di Castelli torna agibile dopo 13 anni

9 Febbraio 2023

Riaperti gli uffici in centro, entro marzo l’appalto per il Museo delle ceramiche Il sindaco Seca: «Il problema sono gli edifici privati, troppi lavori ancora fermi»

CASTELLI. A Castelli ha riaperto la sede storica del municipio in piazza Roma dopo i lavori di ricostruzione post-sisma. A inizio anno, nella struttura che era diventata inagibile con il terremoto del 2009 e chiusa al pubblico, sono stati riattivati tutti gli uffici che erano stati trasferiti in una sede provvisoria, nell’ex centro ceramico nella zona artigianale. Si attende ora la cerimonia di inaugurazione ufficiale. I lavori partiti nel 2019, per un importo di 750mila euro di fondi sisma 2009, che hanno permesso il riconsolidamento dei muri portanti, il miglioramento sismico e il rifacimento del tetto con una nuova sala consiliare in legno nella quale verrà posto un soffitto maiolicato. Uno stile, come ha spiegato il sindaco Rinaldo Seca, «che lega la tradizione della nostra ceramica con la modernità degli arredi e di alcune strutture e che piano piano sta prendendo forma. Il recupero del municipio è un tassello fondamentale nel processo di ricostruzione non solo materiale, ma soprattutto sociale», ha proseguito, «siamo felici di averlo restituito alla cittadinanza al centro del borgo ed è stato emozionante rientrarci sia per noi che per i residenti».
A Castelli la ricostruzione pubblica è ben avviata. C'è grande attesa per l’avvio dei lavori nella sede storica del Museo delle ceramiche di contrada Streppino, inagibile dal 2009 con aggravamento nel 2016. «Entro marzo dovremmo appaltare la prima tranche di interventi per l’importo di un milione di euro da fondi sisma 2009», ha detto ancora il primo cittadino, «grazie agli ulteriori 2,5 milioni dal piano opere pubbliche sisma 2016 riusciremo a terminare tutto il progetto così come lo abbiamo pensato e a sistemare anche la porzione della vicina chiesa di Santa Maria degli angeli». Ricostruita la chiesa madre, che ha riaperto nel 2017, e realizzati interventi anche nella sede provvisoria del museo in via Salita Paradiso, mancano i lavori in tre chiese: San Filippo e Giacomo a Villa Rossi, Santa Lucia a Colledoro e San Donato, conosciuta come la “cappella Sistina della maiolica” per il soffitto a tavelle di ceramica, che è inagibile dal 2016. «Il recupero delle chiese è prioritario al pari di tutti gli altri edifici», ha aggiunto Seca, «ci auguriamo che ciò avvenga presto soprattutto per quella di San Donato che è il principale attrattore turistico di Castelli».
A rilento procede, invece, la ricostruzione privata 2009 nel centro storico. Sono ancora undici gli aggregati fermi, tre con i lavori in corso e uno appena ultimato. Nel fuori perimetro è terminata la ricostruzione 2009 ed è quasi in dirittura di arrivo quella 2016. «Castelli è tra i pochi casi dove la ricostruzione pubblica ha superato di gran lunga quella privata», ha concluso Seca, «per questo dobbiamo accelerare, le norme ci sono, non ci sono più giustificazioni ai ritardi ed è vitale che il borgo torni a vivere».
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