Il papà: «Voglio giustizia per la mia Francesca»

Nando Martellini è il genitore della 24enne morta a casa di due amici ora indagati «Non ho potuto trattenerla in Germania e qui ha incontrato brutte compagnie»
ROSETO. «Voglio giustizia per mia figlia, non può finire così». Non si dà pace Nando Martellini, il papà di Francesca, la 24enne trovata morta sabato sera in un’abitazione a Scerne di Pineto dov’era ospite di alcuni amici ora indagati per morte come conseguenza di altro reato e omissione di soccorso.
Il genitore ha nominato l’avvocato Alessandro Recchiuti per far seguire la vicenda. L’autopsia, in programma per ieri, è stata rinviata a domani. «Francesca mi voleva bene», dice il papà, «ho cercato in tutti i modi di proteggerla e farla venire con me e la mia compagna in Germania, dove gestisco un ristorante, ma non c’è stato nulla da fare». L’uomo conserva dei ricordi bellissimi di Francesca, rimasta orfana di madre a soli 9 anni e poi affidata ad una famiglia di San Benedetto del Tronto. «Io volevo che venisse in Germania, dove sono ormai da circa 20 anni», continua Martellini, «ma i servizi sociali decisero di affidarla a una famiglia di San Benedetto. A 14 anni però mia figlia se ne andò da quella famiglia per tornare a Roseto, dove è andata nella casa famiglia di Montepagano». In quegli anni Francesca ha una prima gravidanza, ma perde il bambino e il padre torna in Italia per prenderla e portarla da lui, in Germania. «Stava bene», ricorda Martellini, «ha fatto le scuole superiori fino ai 18 anni e aveva imparato anche il tedesco».
Francesca però aveva nostalgia dell’Italia e, dopo il giorno del suo compleanno di 18 anni, l’11 settembre 2015, ha deciso di tornare a Roseto. «Non potevo trattenerla in Germania», aggiunge, «e a Roseto ha iniziato purtroppo a frequentare cattive compagnie che l’hanno portata sulla strada della droga. Ci siamo sempre sentiti comunque via telefono e io le dicevo sempre di lasciare Roseto per venire da me. A ottobre 2020 sono tornato e ho vissuto per tre settimane con Francesca in un appartamento a Roseto. È stata lei a dirmi che voleva uscire dal giro e che aveva intenzione di tornare per un periodo con me. Dal 22 ottobre fino al 15 febbraio siamo stati insieme in Germania, 24 ore su 24, poi siamo tornati a Roseto». Un giorno l’accompagna dal parrucchiere ma quando torna a prenderla dopo due ore Francesca non c’è. «L’ho pregata di tornare da noi», conclude Martellini, «ci siamo solo visti quando sono ripartito per la Germania e sentiti via telefono fino a due giorni prima della scomparsa». Di Francesca resta uno dei tanti biglietti regalati alla nonna Bice con su scritto «Auguri nonna per il compleanno e Ferragosto. Ti voglio bene».
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