Il Papa saluta il giubileo di San Gabriele

28 Febbraio 2021

Una lettera di Francesco apre la messa inaugurale, poi l’apertura della Porta santa. Presenze limitate a 300 persone

ISOLA DEL GRAN SASSO. L’apertura della Porta santa ieri mattina nel santuario di San Gabriele a Isola del Gran Sasso ha dato avvio ufficialmente al giubileo per il centenario della canonizzazione del santo dei giovani e patrono dell’Abruzzo. Un sole splendente, la maestosità del "Gigante che dorme" e l’amore per il Santo hanno illuminato una giornata che si è svolta nell’ordine, nella sobrietà e con le presenze limitate – circa 300 partecipanti nel nuovo santuario, che contiene migliaia di posti – che l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo impone, ma che è stata sentita da tutti i devoti che l’hanno seguita sui canali streaming.
La celebrazione promossa dalla diocesi Teramo - Atri si sarebbe dovuta svolgere l’anno scorso, ma è stata posticipata per la pandemia e durerà per un anno con eventi, momenti di riflessione, incontro, preghiera. Un giubileo in una versione inedita che riflette i segni del tempo. Una manifestazione che nella normalità avrebbe richiamato migliaia e migliaia di pellegrini, ma che è stata ugualmente emozionante nonostante le imponenti misure di sicurezza. Ad aprire la Porta Santa nel vecchio santuario è stato il vescovo Lorenzo Leuzzi accompagnato da venti frati del santuario e quaranta sacerdoti di tutta la diocesi. Il vescovo ha anche officiato la messa che si è aperta con una emozionante lettera inviata da Papa Francesco. «San Gabriele è un modello per tutta la Chiesa, soprattutto per le nuove generazioni. Con la sua breve vita ha lasciato un’impronta di come agire nell’attenzione verso Dio e verso il prossimo che possa guidarci in questa situazione di emergenza sanitaria e fragilità economica con atteggiamenti concreti di vicinanza, solidarietà, dedizione. Auguro che in questo significativo anno giubilare tutti possano riscoprire il Signore», queste le parole del Pontefice.
E l’attenzione verso i giovani e il territorio è stata il punto cardine dell’omelia di Leuzzi. «Ringrazio la presenza delle istituzioni e l’attenzione nel cammino di ricostruzione», ha detto, «San Gabriele è con noi e chi attraverserà la Porta santa sarà seguito dal suo sguardo e da quello di Gesù che gli permetteranno di affrontare le sfide del nostro tempo. Non si può vivere nella storia e nel cambiamento senza l’incontro con Cristo, San Gabriele e senza mettere Dio al centro delle nostre vite».
Presente un parterre di autorità politiche, civili e militari tra le quali il governatore Marco Marsilio, i parlamentari Stefania Pezzopane e Giuseppe Bellachioma, il commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini, il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, il questore di Teramo Enrico De Simone, il prefetto Angelo de Prisco e i sindaci dell’entroterra. «Il giubileo di San Gabriele, il santo simbolo dell’Abruzzo, costituisce un’ulteriore riflessione sulla rinnovata centralità di questa terra», ha commentato Marsilio, «dispiace che la pandemia limiterà l’afflusso di pellegrini e di conseguenza le ricadute materiali, ma è molto importante che si svolga come segno di speranza».
I pellegrini per la zona arancione si sono potuti muovere solo dai comuni sotto ai 5mila abitanti. C'è chi è riuscito a entrare in chiesa, chi è rimasto all'esterno. «Non potevamo mancare», hanno confidato Mario e Dora Gianforte, «torniamo a casa con una grande forza e gioia». Dopo la messa i partecipanti hanno attraversato la Porta santa e si sono intrattenuti nella preghiera. A eccezione di un sacerdote che ha avuto un malore, tutto ha funzionato grazie alle forze dell’ordine, i carabinieri in congedo, la Croce rossa e i volontari di “Isola Emergenze”. «Abbiamo predisposto un programma intenso, ma quello che mi sento di dire è che è necessario rispettare le regole e se non si può arrivare al santuario per le limitazioni si possono seguire le nostre iniziative e pregare da casa», ha concluso padre Vincenzo Fabri, portavoce dei Passionisti, «speriamo che in estate con la vaccinazione di massa ci sia una rinascita, per tutti e per il nostro santuario». .
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