Il parroco si rivolge alla Regione «Promesse a vuoto sulla Badia»

Corropoli, don Ennio ricorda: aveva garantito 600mila euro per riparare i danni del terremoto Si cercano fondi anche per recuperare Sant’Agnese, lesionata dalle scosse del 24 agosto
CORROPOLI. I fedeli ristrutturano la chiesa di Santa Scolastica, il Comune di Corropoli quella di San Giuseppe nel centro storico ma per la chiesa di Sant'Agnese ancora nulla e si attendono finanziamenti da parte della Soprintendenza che ha effettuato il sopralluogo. Ma c'è un altro monumento che non trova attenzione per essere recuperato: l'abbazia. Il parroco della comunità, don Ennio Di Giovanni, aspetta che la Regione mantenga le sue promesse sul la Badia celestiniana terremotata e per ora inagibile, dalla quale sono state sfrattate tutte le attività.
«Il presidente Luciano D'Alfonso in visita tempo fa aveva assunto l'impegno per il recupero della struttura per una cifra di 600mila euro», racconta il sacerdote, «invece nulla. Alle parole non sono seguiti i fatti. Mi aveva garantito il suo interessamento». Il religioso manifesta il proprio disappunto per la lontananza della politica regionale rispetto alle esigenze del territorio.
Contrappone alle chiacchiere della politica il fare concreto dei suoi concittadini e del Comune. «I fedeli hanno messo le mani nelle loro tasche ed hanno recuperato la piccola chiesa di Santa Scolastica che ha potuto riaprire al culto. Il Comune di Corropoli, invece, ha fatto il necessario per l'antica chiesa di San Giuseppe che così, anche in questo caso, ha potuto accogliere i fedeli». A Santa Scolastica i corropolesi sono particolarmente devoti. Ogni anno viene onorata con solennità religiosa e festa civile.
Per la chiesa di Sant'Agnese, lesionata dal sisma del 24 agosto e ancora prima dall'incuria, si attendono ora i finanziamenti necessari per il recupero. La richiesta del sopralluogo era stata determinata dal continuo cedimento di alcune croci e dei relativi supporti in ceramica della torre campanaria (XV secolo, fa parte dei famosi quattro "campanili fratelli" della provincia di Teramo, Atri, Campli e Corropoli). Da allora si sono succedete le scosse del 24 agosto, quelle del 26 e 30 ottobre scorso e la neve di gennaio. Si notano anche delle crepe nell'edificio di culto, cosicchè si era resa imprescindibile, secondo don Ennio, l'attività di controllo che ha dovuto svolgere la Soprintendenza dell'Abruzzo, per verificare i possibili danni inferti dalle scosse telluriche. In pratica la chiesa, alla fine, è stata ispezionata da una squadra di tecnici abilitati coordinata dalla stessa Soprintendenza. Ma occorrono finanziamenti immediati per non pregiudicare lo stato di salute dell'antica chiesa parrocchiale. Nel frattempo, però, il parroco non risparmia critiche al governatore per le promesse non onorate.
Alex De Palo
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