Il Pd: «Il rimpasto di Brucchi? Solo una presa in giro»

21 Gennaio 2016

TERAMO. «Un misero aggiustamento, un giro di poltroncine, con un poco di cipria un lieve cambiamento di look». Il Pd scuote la vigilia del rimpasto di giunta sparando bordate contro il sindaco...

TERAMO. «Un misero aggiustamento, un giro di poltroncine, con un poco di cipria un lieve cambiamento di look». Il Pd scuote la vigilia del rimpasto di giunta sparando bordate contro il sindaco Maurizio Brucchi. Prima ancora di sapere quali effetti avrà prodotto la verifica di maggioranza, che oggi si concluderà con le "comunicazioni" del primo cittadino sul nuovo organigramma, il gruppo consiliare e l'unione comunale del partito irrompono nel campo avverso denunciando le «promesse da marinaio» del sindaco.

Dall'azzeramento di tutte le cariche, prefigurato da Brucchi nella cena prenatalizia con i consiglieri di maggioranza, secondo il Pd si approderà a un'operazione di pura facciata che tra l'altro arriverà ben oltre la scadenza del 15 gennaio fissata dal primo cittadino. «Brucchi, costretto a fare gli interessi politici dei capicorrente teramani piuttosto che della città, prende tempo, rimanda, rinvia le decisioni che in realtà non è lui a prendere», sottolinea il partito, «rendendo sempre più chiaro che le promesse fatte invitavano a cambiare tutto per poi non cambiare niente, scambiando la sala consiliare per la sala da ballo del celebre Gattopardo».

Secondo il gruppo consiliare e l'unione comunale del Pd «è indubbio come si stia consumando l’ennesima presa in giro nei confronti di molti consiglieri di maggioranza che, così come fu per l’approvazione del bilancio di previsione 2015, continuano ad essere convinti a sostenere questa giunta sulla base di promesse formulate ad orologeria ma mai mantenute». I danni maggiori, però, sarebbero per i cittadini costretti a «pagare le conseguenze di questa triste sceneggiata politica, che è ormai arrivata all’ultimo deprimente atto della fallimentare storia del cosiddetto modello Teramo». Per il Pd, insomma, era già tutto previsto fin dalla seduta consiliare in cui fu bocciata la mozione dl sfiducia a carico del presidente del consiglio Milton Di Sabatino. «C'è un solo modo per rimettere in carreggiata la nostra Teramo», conclude il partito, «salvarla una volta per tutte da una giunta eterodeterminata ed eterodiretta, composta dal numero massimo di nove assessori che tanto hanno gravato e gravano sulle casse del Comune, e restituire finalmente, in tempi brevissimi, la parola ai cittadini». (g.d.m.)

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