Il Pd: mai stanziati i fondi per gli eventi nel cratere

16 Ottobre 2019

Pilotti punge l’assessore regionale Febbo: «I soldi del ministero in Abruzzo  non vengono ancora assegnati. Nelle altre regioni già firmate le convenzioni»

TERAMO. «Che fine hanno fatto i fondi per Abruzzo dal vivo?». A porre il quesito è il capogruppo del Pd in Comune Luca Pilotti che chiama in causa l’assessore regionale Mauro Febbo a cui compete la destinazione delle somme stanziate dal ministero dei Beni culturali per le aree colpite dal sisma del Centro Italia. L’anno passato il cratere abruzzese beneficiò di circa 750mila euro serviti a finanziarie iniziative di Comuni e associazioni. Nel 2019 che si avvia a conclusione, però, non c’è stato alcuno stanziamento. «Lazio, Marche e Umbria hanno sottoscritto le convenzioni nei mesi scorsi», fa sapere Pilotti, «alcune hanno già concluso la programmazione mentre in altre si è in fase di realizzazione».
Lo stanziamento delle somme, ricorda il rappresentante della maggioranza, è un diritto. «Quei finanziamenti spettano al comune capoluogo come agli altri del cratere sismico», osserva, «e il silenzio della Regione Abruzzo è assordante». Il capogruppo Pd ricorda, tra l’altro, che le somme devono essere spese entro fine anno, ma ancora non sono stati comunicati i criteri per la loro assegnazione. «Come si farà in una manciata di settimane a progettare, con serietà, e realizzare con rigore iniziative che normalmente richiedono mesi di lavoro?», domanda il consigliere, che definisce «impietoso» il paragone con gli altri anni quando i bandi per i fondi ministeriali erano disponibili già tra giugno e luglio. «L'amarezza aumenta se ci si guarda attorno ma non lontano», insiste Pilotti, «nelle vicina Marche a settembre è stato presentato un bando da 4,5 milioni di euro per sostenere le imprese culturali e creative nelle aree colpite dal sisma stimolandone la connessione con settori produttivi quali il manifatturiero tradizionale e il turismo».
Il consigliere Dem fa notare che sono stati impegnati «fondi Por e Fers, gli stessi di cui dispone la Regione, con l'idea che esiste una filiera culturale che può essere messa in connessione con quella turistica, creativa, dello spettacolo e delle produzioni tradizionali e che questa è strategica sempre ma soprattutto in area sisma. Aspettiamo risposte», conclude Pilotti, «e chiediamo un tavolo di confronto rispetto alle iniziative che la Regione, con i fondi nostri e possiamo dirlo legittimamente, vuole mettere in campo».
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