«Il Pd non ha ribadito il sì al referendum anti-trivelle»

5 Aprile 2016

GIULIANOVA. Il cittadino governante invita a votare si al referendum contro il rinnovo delle concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi e di gas nell'Adriatico del 17 aprile. Franco...

GIULIANOVA. Il cittadino governante invita a votare si al referendum contro il rinnovo delle concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi e di gas nell'Adriatico del 17 aprile. Franco Arboretti, leader del gruppo, aveva proposto, in apertura del consiglio straordinario sugli argini di venerdì scorso, che il consiglio si riesprimesse in merito, ricordando la petizione approvata all'unanimità il 18 dicembre 2014 con cui si dichiarò l'impegno a «mettere in campo ogni opportuna azione amministrativa atta a scongiurare la prospettiva che il territorio abruzzese ed il suo mare vengano deturpati». Il consiglio di venerdì però, dopo il pronunciamento del segretario comunale Daniela Marini, non si è espresso nuovamente in merito, perché si era già in clima elettorale.

«Ci era sembrato logico e civile», scrive l'associazione, «occuparsi di un importante appuntamento di democrazia diretta qual è il referendum. Al momento di discutere il punto tutti gli esponenti del centro-destra Retko, Di Giulio, Ciafardoni e Antelli erano assenti. Erano presenti, invece, i consiglieri di maggioranza e del M5S. Ma, incredibilmente, gli esponenti del Pd e gli altri consiglieri di maggioranza hanno deciso di rigettare la nostra proposta-invito ai cittadini ad andare a votare compatti per difendere il nostro mare. Si sono aggrappati, strumentalmente, al parere negativo espresso dalla segretaria comunale la quale ha citato la legge della par condicio che, notoriamente, regola sostanzialmente la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie: che c'entra, quindi, con quello che può fare un consiglio comunale?». (mt)