Il Pd scarica Mastromauro in consiglio

21 Novembre 2015

Il segretario cittadino Filipponi boccia la nuova giunta: «Non è politica, non rispetta la volontà dei cittadini-elettori»

GIULIANOVA. «Questa giunta non è politica e non rispetta il volere dei cittadini votanti. La legge dà al sindaco la possibilità di scegliere la giunta, ma è la politica a dover dare gli indirizzi. I due nuovi assessori hanno sicuramente qualità, ma non è stato rispettato il riequilibrio nel rispetto delle elezioni. È stata fatta contro la volontà dell’Unione comunale del Pd. Non ci nascondiamo dietro a un dito: ne prendiamo atto e auguriamo buon lavoro a te, sindaco, insieme ai collaboratori che hai scelto, non politici». È sceso un silenzio di tomba in sala consiliare dopo le parole pronunciate in consiglio dal segretario del Pd Gabriele Filipponi, che hanno avuto l’effetto di una bomba sganciata con la massima precisione addosso al sindaco Francesco Mastromauro. Sono state parole pesate e scandite con cura, per far capire bene il messaggio di avvertimento al primo cittadino che, in barba agli accordi precedentemente presi con il suo partito, ha inserito due assessori esterni in giunta, Gianluca Grimi e Germano Giovanardi.

«I tecnici, in Comune, ci sono già», ha continuato tagliente Filipponi, «e sono i dirigenti. Mi auguro che i due nuovi assessori abbiano doti e che questa nuova giunta vada a sostituire degnamente una giunta che forse era arrivata a uno stallo. La legge dà la possibilità al sindaco di scegliere la giunta, ma a lui spettano ora onori e oneri». Il segretario dell’unione comunale Pd, organismo che si riunirà martedì prossimo per discutere di questo terremoto politico, ha salutato i due assessori uscenti Pierangelo Guidobaldi (che si è dimesso per ricoprire un ruolo a titolo gratuito in Regione) e Nello Di Giacinto. «Saluto Guidobaldi e Di Giacinto», ha continuato Filipponi, «che tanto hanno dato nella scorsa campagna elettorale: Guidobaldi compilando una lista civica e Di Giacinto candidandosi e risultando primo tra gli eletti. Mi chiedo, perché la giunta si è fermata? Forse mancava di energia? Cambiamenti repentini e veloci non sono frutto di convincimento, ma di scelte del momento. Non possiamo permetterci di stare fermi, l’esecutivo cerchi di rispettare le proposte politiche. La città non può essere trattata con sufficienza, il credo di fiducia dei cittadini non è illimitato».

Il segretario Pd ha continuato a scandire parole pesanti come il piombo contro il sindaco Mastromauro, chiarendo anche che il Pd non era in cerca di poltrone, ma chiedeva solo che l’espressione cittadina venisse riportata in giunta (il Pd aveva chiesto due assessori). «Basta con le scelte personali», ha proseguito Filipponi, «e con la rincorsa alle carriere dei singoli. Questa città merita la presenza costante degli amministratori, anche il sabato e la domenica». Il sindaco ha ascoltato in silenzio l’intervento del segretario, senza replicare, anche perché, in precedenza, aveva fatto un lungo intervento in cui aveva chiamato tutti alla collaborazione. «Scegliere la giunta»,aveva affermato Mastromauro in apertura di consiglio, «è un compito che il sindaco è tenuto ad assumersi. Ho condiviso il percorso con le liste di maggioranza. Ora questo esecutivo ha una grande responsabilità, ossia ascoltare le esigenze dei cittadini e dei consiglieri comunali: ci vuole condivisione. Sotto il punto di vista del dialogo devo migliorare tanto, datemi una mano, per le competizioni elettorali c’è tempo. Le ragioni di ognuno sono legittime, ma questo esecutivo deve risolvere i problemi. Ci dobbiamo spogliare di approcci settari e confrontarci». In pochi però, a cominciare da Filipponi, sono stati persuasi da queste parole.

Margherita Totaro

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