«Il Pd sfiducia il sindaco» Il partito: non è vero

8 Settembre 2018

ROSETO. L’elenco di punti su cui l’azione dell’amministrazione si dovrà concentrare suggerito dai consiglieri comunali del Pd suona come una sfiducia. E’ questo quanto sostengono i consiglieri d’oppos...

ROSETO. L’elenco di punti su cui l’azione dell’amministrazione si dovrà concentrare suggerito dai consiglieri comunali del Pd suona come una sfiducia. E’ questo quanto sostengono i consiglieri d’opposizione di “Roseto al centro”.
«In pratica i consiglieri del Pd di Roseto hanno decretato il fallimento dell’amministrazione Ginoble-Di Girolamo mettendo in mora il proprio sindaco, ricordandogli una serie di obiettivi già scritti nel programma del 2016 e che, ad oggi, loro stessi dichiarano che non sono stati raggiunti», scrivono in una nota Maristella Urbini, Toriella Iezzi, Andrea Marziani, Enio Pavone e Nicola Di Marco, «si evidenziano inoltre una totale chiusura e mancanza di comunicazione, nonché di trasparenza, degli atti amministrativi ed una assoluta incapacità da parte del sindaco, Sabatino Di Girolamo, di governare la città». Secondo l’opposizione si tratta di «un clamoroso autogol mediatico da parte del gruppo consiliare del Partito Democratico rosetano nei confronti del suo primo cittadino, esponente peraltro del medesimo partito. Non vorremmo che, visto il totale fallimento dell’azione amministrativa della giunta Ginoble-Di Girolamo, tutto ciò fosse il pretesto per un abbandono anticipato da parte del sindaco». Il movimento politico sottolinea come «purtroppo l’amministrazione Ginoble-Di Girolamo stia ridicolizzando la nostra città a livello regionale» e che «Roseto ed i rosetani non meritano un trattamento simile».
Pronta la replica del Pd, che afferma di non aver sfiduciato il sindaco, «al contrario ha lodato la sua capacità di risanamento, di visione sui progetti strategici e la prodezza avuta nel cogliere le opportunità offerte dalla filiera istituzionale. Come gruppo del Pd abbiamo solo enucleato i punti che riteniamo fondamentali per il prosieguo del mandato affidatoci dai cittadini come è naturale che sia. Il nostro era un documento di indirizzo politico, altro che sfiducia. Evidentemente il consigliere Enio Pavone ha letto il testo svogliatamente ed estrapolato solo ciò che faceva comodo leggere pur di non ammettere che Di Girolamo è stato costretto a fare i conti col disastro lasciato dalla sua vecchi amministrazione che ha pesantemente ipotecato la stabilità economia dell’ente, visto che hanno lasciato un deficit da 3 milioni di euro di cui si è fatta carico la nostra amministrazione. Nonostante questo in due anni abbiamo messo in sicurezza i conti, cosa certificata non dai consiglieri di maggioranza ma dall’organo dei revisori dei conti che, nell’ultima relazione ha sancito in maniera netta il risanamento dell'ente compiuto da questa amministrazione. Ragion per cui Pavone avrebbe fatto meglio a tacere, piuttosto che offrire una lettura volutamente travisata del nostro documento».
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