Il Pd stringe i tempi e convoca gli alleati al tavolo politico

Appuntamento fissato all’inizio della prossima settimana Obiettivo: assemblare la coalizione e decidere sulle primarie
TERAMO. Un’idea chiara ancora non ce l’ha, ma il Pd vuole comunque stringere i tempi dell’alleanza per le prossime elezioni. Fissata al 10 giugno la data della tornata elettorale per le amministrative, per i Dem è il momento di trovare uno sbocco concreto alle trattative portate avanti finora. L’appuntamento è fissato per l’inizio della prossima settimana quando il partito chiamerà i potenziali alleati al tavolo politico da cui dovrà uscire il nome del candidato sindaco di un’eventuale alleanza. La prima cosa da definire è il perimetro della coalizione. «Ribadiamo di voler considerare laicamente tutte le proposte che verranno avanzate», sottolinea la dirigenza Dem, «compreso il già avanzato proposito – previsto nel nostro Statuto – di ricorso allo svolgimento di primarie da tenersi entro e non oltre la metà di aprile». L’orientamento verso la consultazione preliminare della base per l’individuazione del candidato sindaco è chiara, ma resta subordinata alla sua reale efficacia. Le primarie, per risultare significative, devono mettere in gioco tutte le componenti del centrosinistra e questo non è affatto scontato. Gianguido D’Alberto, designato come aspirante primo cittadino dall’alleanza civica, non avrebbe accettato l’invito a misurare preventivamente il proprio consenso con altri potenziali candidati e l’avallo da parte di Giovanni Cavallari alla consultazione della base potrebbe non bastare a rendere l’operazione significativa. ll Pd comunque ritiene che la propria volontà inclusiva «non debba divenire l’alibi per trascinare stancamente la discussione, per chi auspica, più o meno velatamente, un improbabile intervento esterno o ancora peggio, per chi ritiene di ottenere vantaggi strategici da tattiche temporeggiatrici». Il riferimento, almeno nella parte in cui si parla di soluzioni esterne al Pd, potrebbe essere ai reiterati e finora poco fruttuosi solleciti rivolti al rettore Luciano D’Amico. Per i Dem, comunque, in un momento in cui le divisioni interne del centrodestra non sono coperte dalla «foglia di fico» dell’investitura potenziale di Giandonato Morra, «nome meno legato alle logiche della passata amministrazione», è prioritario che il centrosinistra ritrovi compattezza.
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