Il piano di Saccomandi spacca il centrodestra

19 Aprile 2017

ALBA ADRIATICA. Un nuovo progetto politico in costruzione rischia di dividere il centrodestra di Alba Adriatica. Sarebbe sceso in campo, infatti, anche l’ex vice sindaco Remo Saccomandi, con l’obietti...

ALBA ADRIATICA. Un nuovo progetto politico in costruzione rischia di dividere il centrodestra di Alba Adriatica. Sarebbe sceso in campo, infatti, anche l’ex vice sindaco Remo Saccomandi, con l’obiettivo di dare vita ad una lista civica vicina ai partiti di area ma aperta anche verso l’esterno. Il progetto appare alternativo a quello di Renato Rasicci, il quale, dopo aver riunito il centrodestra nel 2013 nella lista Movimento per Alba del sindaco Tonia Piccioni, negli ultimi mesi ha preso le distanze sia dai partiti di area, non tesserandosi, sia dall’amministrazione stessa, mentre dava il via al suo impegno personale in vista delle elezioni comunali del 2018. Entrambi, Saccomandi e Rasicci, avrebbero dalla loro parte alcuni membri della maggioranza in consiglio comunale: questo espone l’amministrazione comunale al rischio di nuove fibrillazioni, dopo aver vissuto già tre defezioni nell’assise civica.

La candidatura a sindaco dei due esponenti di peso del centrodestra albense, inoltre, potrebbe mettere definitivamente da parte i nomi circolati negli ultimi mesi, tra cui quello dello stesso primo cittadino in campo per tentare una riconferma alla guida della città. La novità del progetto di Saccomandi dimostra che la macchina politica albense si è riaccesa nelle ultime settimane, proprio mentre si consumavano le dimissioni di Antonio Bizzarri dal ruolo di presidente del consiglio comunale. La voce dell’impegno dell’ex vicesindaco è talmente forte e seguita con attenzione in città, del resto, che di riflesso ha riattivato anche il centrosinistra spaccato, alla ricerca di un difficile dialogo interno. Qui sono almeno tre i pezzi che da tempo lavorano distintamente per le prossime elezioni: il gruppo che fa capo a Nicolino Colonnelli, quello vicino a Piero Pulcini ed il circolo del Partito Democratico guidato da Gabriele Viviani. Da mesi Viviani collabora con Rasicci su alcune questioni, tanto che in molti danno per scontato un accordo fra i due in vista delle elezioni. Il Pd, però, da statuto deve passare per diversi step, tra cui quello di primarie di coalizione, già annunciato da Viviani stesso come sfida lanciata nei confronti di Pulcini, Colonnelli e di tutti i possibili aspiranti candidati con il centrosinistra. A poco più di un anno dalle elezioni comunali, quindi, lo scenario politico appare ancora una volta frastagliato, con i due poli divisi e con quattro liste civiche trasversali in costruzione, più o meno vicine ai partiti e alle grandi associazioni cittadine. A riprova, questo, che la profonda spaccatura della politica albense, che nel 2013 produsse ben sette liste e regalò alla Piccioni una vittoria con il solo 27% dei consensi, è tutt’altro che ricucita.

Luca Tomassoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA