Il Premio Teramo: subito tre vie per Prisco, Pomilio e Flaiano

20 Novembre 2021

Presidente e segretario della manifestazione letteraria scrivono alla commissione toponomastica: «L’amministrazione comunale ricordi così i grandi maestri della letteratura del Novecento» 

TERAMO. Dal Premio Teramo arriva la richiesta al Comune di intitolare tre vie della città ad altrettanti scrittori che con le loro penne e i loro vissuti hanno creato rapporti speciali con l'Abruzzo. E con Teramo.
Alla commissione toponomastica lo scorso settembre è stata inviata una pec a firma del presidente della giuria del Premio, il giornalista e critico letterario Simone Gambacorta, e del segretario del Premio, l'editore Paolo Ruggieri, per chiedere formalmente di dedicare strade o spazi cittadini a Ennio Flaiano, Mario Pomilio e Michele Prisco. La notizia è stata resa pubblica giovedì nel corso del terzo appuntamento letterario di “Aspettando il Premio Teramo” dedicato a Renato Minore che ha presentato il suo libro di poesie “Ogni cosa è in presto”. Durante il partecipato incontro è stata annunciata la proposta avanzata al Comune di ricordare i tre maestri della letteratura del Novecento: un omaggio dal significato sociale importante secondo i promotori, un “grazie” a chi ha amato, interpretato, scritto e vissuto la terra d'Abruzzo lasciando consistenti eredità culturali anche all'interno del più prestigioso premio letterario della città. Per Flaiano si tratterebbe di un tributo alla sua indiscussa capacità di osservare la società e raccontarla in modo innovativo e geniale: pescarese, classe 1910, è stato sceneggiatore, drammaturgo, critico e giornalista. Nel 1947 ha vinto il Premio Strega. Il prossimo anno ricorrono i cinquant’anni dalla morte: occasione per rendergli omaggio con una via in città. Altra proposta per Pomilio, a cento anni dalla sua nascita. Il suo legame con Teramo è stato forte, anche all'interno del Premio Teramo che vinse nel 1968 con il racconto “Il vicino”, entrando poi a far parte della giuria. Nato a Orsogna, ha ambientato nel capoluogo aprutino due romanzi: “L’uccello nella cupola” e “La compromissione”, col quale vinse il Campiello. A Teramo Pomilio dedicò anche articoli di carattere giornalistico custodendo con la città sempre un rapporto di vicinanza e assiduità. Infine, la richiesta di una via per Prisco. Napoletano, classe 1920, vincitore del Premio Strega, nel 1999 ha ricevuto il Premio Flaiano alla carriera. Per molti anni ha fatto parte della giuria del Premio Teramo, della quale è stato anche presidente. Ha dedicato all’Abruzzo e alla provincia di Teramo memorabili racconti di viaggio, come quelli inclusi nel volume “Il cuore della vita”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA