Il presidente avvia una revisione a 360 gradi

21 Gennaio 2015

Mattucci annuncia radicali verifiche su conti della partecipata e costi della raccolta differenziata

TERAMO. Il presidente della Team Giovanni Mattucci non ci sta a passare per l’uomo nominato dalla politica che usa la municipalizzata per fare politica ed è per questo che si dichiara pronto a setacciare tutti i conti, numeri e riscontri nei servizi della società in modo da «conoscere il passato, per migliorare il futuro».

Il presidente non ha gradito, il giorno dopo la sua astensione sulla pianta organica, di essere al centro di strumentalizzazioni che definisce «interne alla Team ed esterne», e puntualizza ciò che ha in mente, che passa invece per una revisione di servizi, costi e anche personale. «La differenziata, se non produciamo valore dal riciclo, non ha senso farla anche alla luce dei disservizi che quotidianamente vengono segnalati dai cittadini», dice Mattucci, «è per questo che il mio lavoro di revisione va fatto a monte, sulle spese per smaltire l’indifferenziato, ma anche sulla capacità di negoziazione che la Team ha con i consorzi che devono remunerarci il materiale differenziato. Siamo sicuri che spuntiamo il prezzo migliore? Sono verifiche che vanno fatte e che richiedono tempo. Lo stesso tempo che ho chiesto per riflettere sulla pianta organica». Per Mattucci in tutte le grandi aziende si applica una rotazione per evitare assuefazioni nelle posizioni, ed è quello che ha in mente per la Team.

«E’ naturale che non è mia intenzione promuovere qualifiche e livelli, ma solo ottimizzare i costi e per questo anche le incrostazioni nelle posizioni vanno rimosse. Il mio è un lavoro di verifiche a 360 gradi». E a proposito di ingranaggi da registrare, sembra che Mattucci voglia rivedere anche la linea della comunicazione della Team verso l’esterno. Le indiscrezioni riferiscono infatti che il presidente non abbia gradito, subito dopo il Cda sulla pianta organica, il comunicato diramato dall’azienda in cui si ufficializzava il varo del documento nell’ambito di un strategia di efficienza aziendale pur in presenza della sua astensione.

Infine una puntualizzazione sulle perplessità dei sindacati esclusi dal confronto sulla pianta organica. «Non mi tirerò indietro al confronto chiesto davanti al prefetto», ha detto il presidente sulle contestazioni mosse dalla Cgil, «ma è singolare che i sindacati avanzino pretese che lo statuto dei lavoratori non contempla. Non siamo di fronte a una situazione già contestualizzata, ma solo a una previsione di pianta organica. Se l’azienda avesse avuto un obbligo l’avrebbe osservato, come è suo dovere». (m.d.t.)

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