Il primo cittadino chiede chiarezza sull’allarme inquinamento dato in ritardo

11 Maggio 2017

«Qualcosa non ha funzionato», afferma il primo cittadino Maurizio Brucchi in merito all’emergenza idrica (nella foto l’acquedotto del Ruzzo), «c'è stato un corto circuito anche nel percorso delle...

«Qualcosa non ha funzionato», afferma il primo cittadino Maurizio Brucchi in merito all’emergenza idrica (nella foto l’acquedotto del Ruzzo), «c'è stato un corto circuito anche nel percorso delle comunicazioni istituzionali con un ritardo nel diffondere l'allarme ai sindaci. La prima valutazione è stata fatta secondo le prescrizioni di legge: l'analisi olfattiva e gustativa ha un carattere soggettivo, ma un problema c'è stato. Per questo è molto importante capire cosa sia successo, perché è successo e come evitare che si possa riproporre una situazione del genere». Poco prima, sulla sua pagina facebook, dopo aver pubblicato il post sul ritiro del dimissioni il sindaco ha fato anche quest’altra dichiarazione: «Emergenza idrica per ora risolta ma desta molte preoccupazioni. Dopo le varie vicissitudini dei mesi passati ora il rischio di un sistema idrico troppo vulnerabile. È importante capire quello che è successo, perché è successo e cosa bisogna fare. Questo non vuol dire che non affronterò contemporaneamente la crisi politica che mi ha portato alle dimissioni. Anzi quello che è accaduto sarà un ulteriore stimolo a risolverla velocemente e con determinazione». Sulla crisi idrica è interrvenuto anche il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto che chiede a sua volta la massima chiarezza:: «Vogliamo la verità su tutta questa vicenda», afferma, «è inaccettabile che i cittadini siano sottoposti al caos delle informazioni senza conoscere l'effettivo stato delle acque. Si risolvano al più presto le interferenze tra i laboratori del Gran Sasso e le sorgenti idriche e vengano accertate fino in fondo le responsabilità su quanto accaduto: noi ci attiveremo in tutte le sedi per farle venire alla luce».