Il procuratore: «Serve una cultura della tutela della donna»

«Questo ennesimo femminicidio è la dimostrazione di come l’attenzione non sia mai troppa. Dobbiamo fare tutti di più per creare una cultura della tutela della donna»: così il procuratore Antonio...
«Questo ennesimo femminicidio è la dimostrazione di come l’attenzione non sia mai troppa. Dobbiamo fare tutti di più per creare una cultura della tutela della donna»: così il procuratore Antonio Guerriero che appena una settimana fa aveva lanciato l’allarme sull’aumento dei reati contro le fasce deboli commessi nel Teramano. «La normativa del Codice rosso ha messo nero su bianco tempi e procedure che in questa Procura vengono seguiti ormai già da tempo», ha detto Guerriero nel corso della conferenza stampa tenuta ieri mattina con il comandante provinciale dei carabinieri Luigi Naselli e il comandante del reparto operativo Luigi Delle Grazie, «nonostante le normative questo tipo di reati continua ad aumentare e per questo credo sia fondamentale lavorare insieme per far crescere una cultura della tutela della donna». Dal 2016 al 2018, in particolare, ci sarebbe stato un aumento di circa il 20% di reati commessi contro le fasce deboli, a cui avrebbe fatto però da contraltare una diminuzione dei tempi delle indagini preliminari, passati in media da 193 a 164 giorni, a testimonianza di una risposta più rapida ed efficace a tutela delle vittime. Guerriero ha lanciato un appello: «Chiunque subisca maltrattamenti trovi il coraggio di denunciare». (d.p.)

