Il questore: «La città è sicura ma attenzione alta per la costa»

27 Giugno 2021

Enrico De Simone da giovedì lascia Teramo per assumere lo stesso incarico nel capoluogo regionale «Voglio ringraziare i cittadini che hanno mantenuto un comportamento diligente durante il lockdown»

TERAMO. «Lascio una città con un buon livello di sicurezza, ma guardia sempre alta sulla costa che può diventare ricettacolo di pericolosi pregiudicati provenienti da fuori regione, soprattutto da Campania e Puglia». Il questore Enrico De Simone, 60 anni, pescarese, parla con la consapevolezza conquistata nella lunga esperienza maturata girando l’Italia. Nelle squadre mobili (a Pescara è stato vice di un super poliziotto come Luigi Savina), come dirigente (è stato direttore dell’Ucigos di Roma dove si è occupato di estremismo politico e terrorismo), come questore (prima di Teramo è stato ad Enna). Dopo cinque anni alla guida degli uffici di viale Bovio da giovedì sarà il nuovo questore dell’Aquila. Da poliziotto che conosce bene la strada sa quanto sia importante il gioco di squadra per garantire senso di sicurezza e rispetto delle regole.
Gli anni trascorsi a Teramo sono anche quelli della pandemia e del lockdown. Che realtà lascia?
«Lascio una città e un comprensorio con un buon livello di sicurezza e in cui la collaborazione di tutte le forze dell’ordine, con il sapiente coordinamento del prefetto Angelo de Prisco, ha assicurato un buon controllo dei pochi fenomeni di trasgressione alle regole imposte dall’emergenza pandemica. E al di là di questa attività di squadra voglio ringraziare i cittadini teramani che hanno mantenuto un comportamento diligente anche nei momenti più difficili delle restrizioni. Nonostante migliaia di controlli sulle strade sono stati pochi i casi di gravità».
Da tempo abbiamo capito che, a livello di sicurezza, le oasi felici non esistono. Per il Teramano a cosa bisogna fare particolare attenzione?
«Sulla costa bisogna sempre tenere alta la guardia e garantire un monitoraggio continuo delle persone che qui si muovono. Se non si presta attenzione a questo si corre il rischio che possa diventare un ricettacolo di pregiudicati che provengono da altre zone, in particolare dalla Campania e dalla Puglia. Lo dimostrano i sequestri fatti in passato a persone riconducibili a clan camorristici. E per questo è molto importante l’opera del questore attraverso le misure di prevenzione. Bisogna sempre tenere gli occhi aperti soprattutto su centinaia di immobili che si riempiono nei mesi estivi ma che d’inverno possono ospitare di tutto. Un fenomeno particolare a cui porre sempre attenzione essendo la costa teramana di cerniera da una parte con quello piceno e dall’altra con quello pescarese».
C’è qualcosa che avrebbe voluto fare e non è riuscito a concretizzare?
«Mi sarebbe piaciuto avere la possibilità di rendere permanente il presidio estivo di polizia di Alba Adriatica per assicurare la presenza costante della polizia nell’arco di tutto l’anno. Sono comunque soddisfatto per aver garantito la presenza estiva. Anche quest’anno si riparte dal 5 luglio. Un’altra cosa importante è il nuovo commissariato di Atri (domani ci sarà la prima pietra ndr). Sarà uno dei commissariati più avanzati di tutto il territorio nazionale che garantirà un alto livello di sicurezza».
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