Il Real Giulianova accusa «Snobbati dal sindaco»

Il patron Bartolini: «È un po’ che Mastromauro è scomparso, ci sono impegni presi da tempo e mai onorati. Al Castrum paghiamo, il Fadini è mezzo chiuso»
GIULIANOVA. I primi “rumors” si erano registrati lo scorso 17 gennaio quando, in un post notturno, il direttore generale del Real Giulianova Mimmo Vernacotola ha scritto testualmente: «Il presidente Bartolini ricorda al sindaco Mastromauro gli impegni che attraverso altre persone aveva assunto formalmente con la nostra società e che lui conosce bene». La ruggine, già latente, tra il sodalizio e il sindaco si è creata definitivamente al termine della pur felice passata stagione calcistica.
Il presidente Luciano Bartolini, in viaggio per Bologna per motivi di lavoro, ricorda la goccia che fece traboccare il vaso: «Quando abbiamo vinto il campionato di Promozione il sindaco, con un proclama a senso unico, si è arrogato il merito del risultato senza nemmeno ringraziare la società o contattarci con parole di circostanza». I vertici del Real, giudicando il comportamento inadeguato, si rivolsero al primo cittadino con il vezzeggiativo di “Franceschino”. Il presidente va oltre: «Siamo giunti a Giulianova a raccogliere le ceneri di una grande tradizione calcistica. Avevamo preso l’impegno di portare la squadra in serie D in tre anni e probabilmente riusciremo a concretizzare l’impegno in anticipo». Bartolini tiene a sottolineare che la società mette in pratica quello che dice e non si imbarca in promesse che vengono poi disattese. Il massimo esponente del club giallorosso continua: «Al sindaco farebbe molto comodo starci vicino ed invece è un po’ che è scomparso dalla nostra vista. Veniamo puntualmente snobbati. Ultimo episodio in ordine di tempo una lettera protocollata da un bel po’, una richiesta di contributo per la quale siamo ancora in attesa di riscontro».
Bartolini fa presente che tutte le utenze vengono sostenute dal club e che per l’allenamento al Castrum occorre pagare. «Continuiamo a giocare al Fadini pur essendo mezzo chiuso. Nello stadio storico della città volevamo organizzare, per motivi d’incasso, partite amichevoli con squadre di serie A o spettacoli musicali. Nulla di nulla, ovviamente, per ragioni di inagibilità e non a causa nostra. E comunque rimaniamo legati alla città di Giulianova». Bartolini conclude con rammarico: «Abbiamo fatto sacrifici nel comprare il titolo per ripartire e gestire una società riavviata dal nulla. Purtroppo il Real Giulianova, nonostante i risultati appaganti, non ha un sindaco».
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