Il recupero dello yacht sarà pagato dall’armatore

Tortoreto, l’operazione per ripescare il “Larissa” costerà 40mila euro e il proprietario russo ha voluto farsene carico. È in arrivo un motoponte
TORTORETO. Ora la Mari Ter può prendere il largo. Scatta il conto alla rovescia per l’azienda ortonese specializzata nel recupero di imbarcazioni affondate, il cui piano tecnico-operativo per ripescare il relitto dello yacht affondato una settimana fa al largo di Tortoreto è al vaglio della prefettura e delle autorità marittime. L’operazione costerà 40mila euro circa e sarà a totale carico dell’armatore russo per sua espressa volontà.
Il Larissa “dorme” in fondo al mare e potrebbe essere ripescato, a questo punto, entro la metà della prossima settimana. La Mari Ter adotterà un solo motoponte che avrà il compito, dopo averlo imbracato, di far risalire a galla il relitto del lussuoso yacht battente bandiera maltese, di proprietà di un russo che si occuperà di pagare per intero il recupero dell’imbarcazione inabissatasi sabato scorso al largo di Tortoreto dopo essere stata divorata dall’incendio scoppiato nel vano motore. Da Chioggia partirà la piattaforma mobile specializzata nel grande tonnellaggio con l’annessa gru a bilancino che raggiungerà nelle prossime ore lo specchio d’acqua fra Tortoreto e Giulianova dove è colato a picco il Larissa. Alle operazioni sovrintenderà l’ufficio circondariale marittimo diretto dal comandante di vascello Sandro Pezzuto.
Il relitto si trova parzialmente incagliato nelle profondità marine a circa sette metri. Gli unici punti di aggancio si trovano sullo specchio di poppa tra l’elica ed il timone e a prua nel punto in cui c’è l’altra elica. Si procederà al sollevamento controllato durante il quale ci sarà pompaggio di acqua per alleggerire il peso ed evitare contaminazioni in mare. Il relitto verrà ormeggiato nel porto di Giulianova, nell’area cantiere, dove inizierà lo svolgimento delle perizie tecniche necessarie dopo la nomina di un custode giudiziario. Su delega del pm, Andrea De Feis, il comandante Pezzuto ha concluso l’audizione dei testimoni e dell’armatore mentre lo skipper inglese resterà ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Tutti gli occupanti, di nazionalità russa ma con doppio passaporto (tra cui due minorenni), scampati miracolosamente al naufragio dopo essere stati tratti a riva dai civili che, presenti in spiaggia, sono andati in soccorso dello yacht con una piccola imbarcazione ed un banana boat a supporto anche delle unità della guardia costiera, hanno lasciato il Palace Hotel di Tortoreto Lido, dove hanno albergato per diversi giorni. Non si registrano danni all’ambiente marino ma le operazioni di recupero del “Larissa”, lungo 23 metri, si svolgeranno con meticolosa attenzione per evitare sversamenti di carburante o altra sostanza, qualora ce ne fosse ancora traccia nei serbatoi.
Alex De Palo
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