Il referendum ha già spaccato Valle Castellana

22 Giugno 2019

Le frazioni dell’alto Salinello: «Non vogliamo passare con Ascoli, ci sentiamo teramani» 

VALLE CASTELLANA. Il referendum per il passaggio di Valle Castellana alla Regione Marche, che sembra sempre più vicino, ha creato una profonda spaccatura all’interno del territorio comunale. Lo strumento di democrazia diretta richiesto con una raccolta firme dal comitato promotore guidato da Biagio Caponi ha trovato l’apertura dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Camillo D’Angelo, che ha indetto per sabato 29 alle 15 nella palestra del plesso scolastico un consiglio comunale ad hoc per discutere dell’avvio della procedura. «La discussione di questo punto non avverrà prima delle 17», avverte il primo cittadino, «auspichiamo la massima partecipazione».
Il consiglio potrebbe essere determinante per il concreto svolgimento del referendum, ma intanto i residenti dell’alta valle del Salinello – frazioni di Macchia da Sole, Piano Maggiore e Macchia Borea – non vogliono assolutamente passare sotto Ascoli. I duecento cittadini, guidati dal presidente dell'Asbuc locale Italo De Remigis, minacciano l’astensione dal voto e stanno trattando con il Comune di Campli una eventuale annessione in caso di esito positivo dello strumento referendario. Stamattina incontreranno D’Angelo, il sindaco di Campli Federico Agostinelli e il consigliere regionale Pietro Quaresimale. «È giusto che il referendum venga fatto», spiega De Remigis, «anche se noi 130 votanti non andremo a votare e convinceremo altre frazioni a non farlo. Vogliamo mettere in chiaro che se vince il passaggio ad Ascoli, noi non ci passeremo mai. Non vogliamo dividere il comune, comprendiamo le esigenze dei promotori, ma non sono le nostre. Tutta la nostra vita e i nostri interessi si svolgono nel Teramano e siamo e ci sentiamo profondamente abruzzesi».
Adele Di Feliciantonio
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