Il reparto di cardiologia rischia la paralisi

4 Maggio 2018

Il sindaco: «Mancano tre medici in organico, la Asl intervenga». Bloccati i servizi ambulatoriali

GIULIANOVA. Il reparto di cardiologia rischia la paralisi. A lanciare l’allarme è il sindaco Francesco Mastromauro, che chiede alla Asl un intervento immediato. «Per funzionare a pieno regime il servizio dovrebbe avere nove medici in organico, ma oggi ne sono solo sei», dice il primo cittadino, «questo comporta l’impossibilità di fare i turni per tenere aperto l’ambulatorio per gli esami». L’ultimo ad andare in pensione è stato pochi giorni fa il dottor Lombardi, prima di lui, nel 2016, era andato a riposo l’ex primario Ciampini e sempre nel 2016 era stato trasferito un altro medico. Il reparto quindi vive una criticità di organico da molto tempo, criticità che si è aggravata con l’ultimo pensionamento e che ha costretto i responsabili a bloccare le prestazioni ambulatoriali, mantenendo però le attività per l’emergenza. In pratica fino ad anno nuovo non sarà più possibile fare visite cardiologiche, ecografie e prove da sforzo, e la prima data utile per un elettrocardiogramma è ad agosto, esattamente tra quattro mesi. «La Asl deve intervenire per evitare disagi agli utenti», dice Mastromauro, «dopo il concorso di marzo c'è una graduatoria e a giorni dovrebbero essere inseriti cinque nuovi medici. Ma di questi, tre andrebbero a Teramo, che ha già 13 medici in reparto, e solo uno a Giulianova. Mi chiedo perché viene fatto questo visto che il nostro ospedale è gravemente sotto organico».
La situazione sta già creando problemi all'utenza, come denuncia il familiare di un anziano. «In seguito ad un forte malore il medico ha consigliato a mio padre di eseguire una visita cardiologica e diversi accertamenti al cuore, ma al Cup ci hanno detto che non sarà possibile fare questi esami prima del nuovo anno. Siamo rimasti increduli e abbiamo contattato il reparto», dice l’uomo, «mio padre è anziano e fare viaggi troppo lunghi lo affatica molto. La persona che ha risposto al telefono mi ha spiegato che in questo momento i medici in servizio non sono sufficienti, i servizi ambulatoriali sono bloccati e vengono garantite solo le emergenze». Quindi niente visite, niente prove da sforzo e niente ecografie e liste di attesa molto lunghe per un ecocardiogramma. Un vero paradosso se si pensa che il reparto di cardiologia del Maria Santissima dello Splendore serve un bacino di utenza di un’area vasta con oltre 150mila abitanti e che è uno dei due della provincia teramana dotato di unità coronarica.
Mirella Lelli
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