Il rettore e «lo schiaffo» della funivia «La città ha perso una grande occasione»

26 Luglio 2017

Quello che D’Amico davanti ai giornalisti chiama «lo schiaffo della funivia» è uno strappo difficile da ricucire tra l’università e l’amministrazione cittadina. Il rettore non lo dimentica ed è...

Quello che D’Amico davanti ai giornalisti chiama «lo schiaffo della funivia» è uno strappo difficile da ricucire tra l’università e l’amministrazione cittadina. Il rettore non lo dimentica ed è tagliente quando dice: «La cabinovia sarebbe stata la soluzione ideale per collegare il campus al futuro studentato in viale Crucioli e al futuro Dams di Porta Melatina, e soprattutto avrebbe fatto tornare gli studenti nel centro storico, dove ora non passano nemmeno. Per noi va anche bene così, perché fanno molto vita da campus: la mensa, i bar e la biblioteca sono sempre pieni. Ma certamente la cabinovia avrebbe fatto molto bene a una città che ha bisogno di essere rivitalizzata. Proporre in alternativa una rotatoria a San Nicolò e un ponte ciclopedonale lo riteniamo un atto non coerente con la vocazione universitaria della città. Che così, lo ribadiamo, ha rinunciato a un’opera innovativa che sarebbe stata a costo zero per i cittadini teramani. Decide legittimamente chi è eletto dai cittadini, ma notiamo una forte incoerenza». D’Amico, peraltro, non manca di sottolineare come le nuove opere edilizie dell’ateneo regaleranno strutture di pregio alla città, in particolare un auditorium , un teatro e laboratori di comunicazione nell’ex manicomio che saranno messi a disposizione dei teramani. (dv)