Il rudere in pieno centro sarà messo in sicurezza con i soldi del terremoto

1 Agosto 2020

Trovata dopo anni una soluzione per l’edificio pericolante di via Muzi con 143mila euro della Protezione civile e altri soldi a carico dei privati

TERAMO. Il rudere di via Muzi sarà in parte demolito e ingabbiato. Il Comune, grazie al contributo economico della Protezione civile, ha predisposto l’intervento definitivo di messa in sicurezza dell’immobile in degrado che si trova nei pressi del teatro romano. Il progetto, elaborato in accordo con la proprietà dell’edificio, prevede l’abbattimento dei muri diroccati pericolanti e la realizzazione di un’intelaiatura metallica con tiranti interni destinati a contenere la porzione rimanente della struttura. Il moncone avrà una copertura per evitare infiltrazioni d’acqua che possano espandersi negli immobili a cui è attaccato e lo spazio circostante verrà ripulito da erbacce e rifiuti. Ne guadagneranno sia l’impatto visivo che la salubrità della zona, dove l’abbondante vegetazione spontanea che ciclicamente avvolge la struttura ha creato non pochi disagi ai residenti. «Risaniamo una ferita aperta da troppi anni», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «con un intervento di messa in sicurezza del rudere e di tutela del decoro urbano in un’area del cuore della città penalizzata da questa presenza».
L’opera è stata finanziata dalla Protezione civile tra gli interventi post-sisma, in quanto le scosse a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017 hanno aggravato l’instabilità dell’edificio, con uno stanziamento di 143mila euro a cui si aggiungerà una quota a carico dei proprietari. Entro fine mese dovrebbe essere definito l’appalto per l’affidamento dei lavori che dunque partirebbero in settembre. «Siamo arrivati a questo importante risultato grazie all’interessamento della Protezione civile», spiega l’assessore ai lavori pubblici e vicesindaco Giovanni Cavallari, «ma soprattutto con l’impegno costante dell’ufficio tecnico che ha definito la questione durante il lockdown, un periodo nel quale sembrava che fosse tutto bloccato e invece si è lavorato tanto per la città». Per l’assessore all’urbanistica Stefania Di Padova, residente nella zona, «il quartiere era diventato un ghetto, con problematiche anche igienico-sanitarie causate dal rudere, e con questo intervento ne viene tutelata la storicità». Esprime soddisfazione anche il consigliere della Lega Ivan Verzilli che aveva riproposto il problema in una delle sue interrogazioni alla giunta. «Abbiamo sofferto», fa sapere il comitato di quartiere, «ma l’amministrazione ha risolto il problema».
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