Il Ruzzo: «Il bilancio è veritiero Non ci sono artifici contabili»

14 Luglio 2020

La presidente Cognitti rende noti i conti dell’acquedotto del 2019 e replica al sindaco D’Alberto «Gli utili sono reali, i crediti sono scesi di 6 milioni dal 2016. La criticità dell’ente è la scarsa liquidità»

TERAMO. «Veritiero». È questo l’aggettivo con cui la presidente Alessia Cognitti definisce il bilancio del Ruzzo. Una parola che esprime sia una valutazione tecnica di «lenta ripresa dell’ente», sia un giudizio politico teso a disinnescare l’allarme sull’effettività del saldo positivo. Il riferimento, che la presidente fa con riluttanza per non alimentare l’idea di una «guerra personale», è al sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto secondo cui l’avanzo di bilancio sarebbe frutto di un artificio contabile, legittimo ma usato per imbellettare una situazione tutt’altro che rosea.
I numeri dicono che il 2019 si è chiuso con un utile di poco superiore al milione di euro, rispetto ai circa 108mila euro dell’anno precedente. Non ci sarebbe alcun gioco di prestigio, però, con tre milioni spostati da un esercizio all’altro per trasformare in avanzo quella che in realtà sarebbe stata una perdita. «Si tratta di ricavi che non erano iscritti in bilancio», sottolinea Cognitti, «e certificati grazie al nuovo sistema operativo». Se la somma fosse stata contabilizzata al 2018, il saldo dell'anno scorso non avrebbe mai potuto, carte alla mano, virare da positivo in negativo. «La diffusione di informazioni sbagliate è grave», tiene a precisare la presidente, «soprattutto perché riguarda una società per azioni». Nella categoria “bufale’’ andrebbe archiviata anche la considerazione secondo cui il bilancio sarebbe stato risollevato da fondi ricevuti dal Ruzzo per l’emergenza terremoto. «Non è un contributo straordinario», precisa Cognitti, «ma una compensazione per i mancati introiti delle bollette sospese fino al 31 marzo nell’area del cratere». L’azienda ha incassato finora quattro milioni e ne deve ricevere altri sette, ma si tratta di soldi che sarebbero arrivati comunque dagli utenti. Il margine operativo è cresciuto così da circa 650mila euro a quasi quattro milioni, consentendo l’aggiunta rispetto ai ricavi complessivi di un ulteriore fondo di cinque milioni a tutela della svalutazione dei crediti. Questi ultimi, che in bilancio rappresentano un peso perché riferiti a morosità, sono scesi da oltre 47 milioni del 2016 a poco più di 41. «Abbiamo ereditato una situazione drammatica, con somme da incassare risalenti al ’92», rileva Cognitti, «e l’abbiamo affrontata con l’istituzione dell’ufficio recupero crediti».
Stabili nell’ultimo quadriennio sono rimasti invece gli investimenti, attestati sopra i tre milioni, con qualche leggera oscillazione in difetto o in eccesso: dato che secondo la presidente è particolarmente significativo per la costanza nonostante le difficoltà. Il bilancio conferma l’aumento di quasi un milione dei costi per analisi dell’acqua per l’emergenza Gran Sasso e smaltimento dei fanghi. «Le verifiche sono prescritte dalla Asl, non dipendono da noi», osserva Cognitti, «ci stiamo battendo perché i costi non ricadano sui cittadini ma siano a carico di livelli più alti e ci farebbe piacere vedere al nostro fianco qualche sindaco che invece si limita a evidenziare l’aumento delle spese».
Immotivate sarebbero anche le critiche sul personale. Il ricorso agli interinali è reso necessario, a detta della presidente, dal blocco dei concorsi per la sostituzione del personale in pensione, mentre le progressioni di carriera riequilibrano trattamenti economici e mansioni superiori attribuite in precedenza ai dipendenti. Il principale elemento negativo resta la scarsa liquidità, ma non è un segreto. «Tutte le criticità», conclude Cognitti, «sono state riportate nella relazione di bilancio».
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