Il saluto di Teramo al manager più amato

31 Ottobre 2019

Camera ardente al Mazzini strapiena di rappresentanti istituzionali e dipendenti Asl, commozione durante la messa

TERAMO. Un saluto stupefatto e addolorato, quello tributato ieri a Roberto Fagnano da tanti teramani.
La sala convegni del Mazzini era strapiena e non poteva essere altrimenti: nei cinque anni alla guida della Asl di Teramo, lasciata a metà settembre per l’incarico di capo del dipartimento salute della Regione, Fagnano era riuscito a stabilire un rapporto umano, ancora prima che professionale, con i dipendenti e con la cittadinanza.
A partecipare alla messa per salutare l’ex direttore generale morto per un infarto fulminante martedì mattina, ieri erano in tanti. Metà giunta regionale, con a capo il presidente Marco Marsilio, i consiglieri di maggioranza e di opposizione teramani, il consigliere regionale ed ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, così come il consigliere ed ex assessore alla sanità Silvio Paolucci, solo per fare alcuni nomi. E poi i sindaci: di Teramo, Civitella, Cortino, Tossicia, Crognaleto, Atri, Isola, Castelli, Castel Castagna. Lungo anche l’elenco di presidenti e rappresentati di enti. Ma poi c’erano loro, i “suoi” dipendenti: molti con le lacrime agli occhi, le braccia conserte e il capo chino. Loro che hanno conosciuto Fagnano più da vicino, certamente con le sue ombre, ma anche con le luci, con la sua capacità comunicativa, con la disponibilità al dialogo. Con i sorrisi e l’entusiasmo nello spiegare la sua idea di sanità, che ha tentato di realizzare fino all’ultimo.
A parziale sollievo dal dolore del distacco, le parole del vescovo Lorenzo Leuzzi, che con l’ex direttore generale aveva un rapporto di amicizia e che ha celebrato la messa insieme al cappellano dell’ospedale, don Sergio: «Questa esperienza ci invita ad avere i piedi per terra. Il ricordo di Roberto sia un profondo momento di revisione e cambiamento della nostra vita. Perchè questo non sono incidenti di percorso, la morte ci appartiene. Dove c’era lui tutto cresceva, erano tutti sereni, incoraggiati, sollecitati a impegnarsi sempre di più. Siamo certi che dal paradiso lui accompagnerà la sua famiglia e la comunità sanitaria, con la competenza che tutti gli abbiamo riconosciuto, importante per il bene di tutta la comunità».
Al termine della cerimonia ha preso la parola Marsilio che ha sottolineato «il turbamento e commozione sincera e condivisa» di tutti i partecipanti. Ha ricordato quando Fagnano gli si presentò per caso, per strada «con il suo garbo e la sua educazione», quando si era appena insediato. E ha parlato «del rapporto che ha saputo stabilire con la comunità di Teramo e poi con tutto l’Abruzzo». Marsilio ha ricordato che la carriera di Fagnano è iniziata alla Regione Molise, amministrata dal centrodestra e poi è proseguita in Abruzzo, chiamato da D’Alfonso. «Bene fece il mio predecessore a sceglierlo, bene ha fatto il mio assessore a volerlo per le doti umane e professionali. Ho verificato personalmente la sua professionalità elevatissima. In due mesi Fagnano si è guadagnato l’apprezzamento dei piani alti del ministero. Spero che il suo esempio possa essere raccolto da tutti i servitori della sanità pubblica presenti».
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