Il Sap: «Anche la questura è da chiudere»

11 Ottobre 2024

Dopo il provvedimento di sequestro del Convitto Delfico disposto dal tribunale, la segreteria provinciale del Sap torna a sollecitare l’avvio dei lavori post sisma nello stabile che ospita la...

Dopo il provvedimento di sequestro del Convitto Delfico disposto dal tribunale, la segreteria provinciale del Sap torna a sollecitare l’avvio dei lavori post sisma nello stabile che ospita la questura in viale Bovio e, in una nota, lancia una provocazione e si chiede «tra quanto tempo analogo provvedimento di sequestro interesserà la questura».
«È nota la grave carenza di sicurezza legata alla mancanza di un adeguamento sismico», si legge in una nota del sindacato di polizia, «infatti da ben 7 anni dall’ultimo evento calamitoso, che ha interessato la provincia di Teramo, si sottolinea già provata da precedenti eventi sismici quali quello de L’Aquila ed Amatrice, non è stato effettuato alcun intervento di adeguamento dello stabile questura, secondo i parametri di vulnerabilità sismica richiesti. Nonostante gli anni trascorsi, le ripetute rassicurazioni ricevute e le dichiarazioni ufficiali fornite dell’amministrazione in data 13.02.2024 nulla è stato fatto. In questura lavorano giornalmente circa 120 dipendenti, alcuni dei quali vi trovano anche alloggio di servizio; inoltre, transitano centinaia di persone che usufruiscono dei servizi di ufficio immigrazione, armi, passaporti, ufficio denunce, ufficio anticrimine, per citarne alcuni. I segretissimi progetti di adeguamento sismico, pare già approvati, ma con gare di appalto bandite di cui nulla è dato sapere (alla faccia della trasparenza della pubblica amministrazione), con presunti importi milionari, sempre a chiacchiere, purtroppo ancora non vedono la luce».