Il Sib: «Canoni delle concessioni sbagliati»

29 Agosto 2018

GIULIANOVA. Sono sul piede di guerra i titolari di stabilimenti aderenti al Sindacato italiano balneari. A scatenare le loro ire è il canone concessorio sul bene demaniale occupato.Secondo il Sib l’am...

GIULIANOVA. Sono sul piede di guerra i titolari di stabilimenti aderenti al Sindacato italiano balneari. A scatenare le loro ire è il canone concessorio sul bene demaniale occupato.
Secondo il Sib l’amministrazione comunale il 6 agosto ha richiesto il pagamento del canone annuo calcolato sull’intera concessione «compresi gli impianti di facile e difficile rimozione». Questo, afferma Domizio Luigi Scilli presidente provinciale del sindacato, nonostante la sentenza numero 29 del 2017 con cui la Corte costituzionale ha stabilito che nel calcolo del canone non devono essere ricompresi gli impianti in questione. I balneari del Sib segnalano inoltre che il canone sia stato calcolato, in contrasto con le disposizioni del piano demaniale marittimo regionale, anche sull’area richiesta e utilizzata per la sola stagione estiva 2018.
Scilli ricorda che il problema fu sollevato nell’ottobre del 2012 in sede di osservazioni al piano comunale, in merito alla profondità della concessione su cui si è espressa anche la Cassazione nel luglio 2014. In sostanza i balneatori chiedono al sindaco Francesco Mastromauro, all’ufficio competente e alla segretaria di rettificare gli importi richiesti, provvedendo al conguaglio di quelli già versati a seguito del riesame del provvedimento contestato. La richiesta, oltre che al Comune, è stata inoltrata per lettera alla Regione, settore Demanio marittimo, alla Direzione marittima di Abruzzo, Molise e isole Tremiti e all’Ufficio circondariale marittimo di Giulianova. «Speriamo che questa ennesima sollecitazione non finisca nel dimenticatoio», auspica Scilli, «come è già capitato in altre occasioni simili».
Alfonso Aloisi
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