Il Sib chiede gli atti del piano spiaggia

I balneatori: «Siamo convinti che i rilievi tecnici siano pieni di errori mai corretti. E la Regione non controlla il Comune»
GIULIANOVA. Il Sib, Sindacato italiano balneari, torna a prendere posizione contro il piano demaniale marittimo comunale, più noto come piano spiaggia. Il sindacato, rappresentato in provincia da Domizio Luigi Scilli, coglie come spunto la recente lettera inviata dall’amministrazione comunale ai titolari degli stabilimenti al fine di accertare la situazione di fatto dello strumento di pianificazione dell’arenile demaniale. Scilli, da sempre anima critica delle scelte messe in campo dal Comune nell’ambito del settore, sottolinea: «È evidente che l’amministrazione non ha nessuna intenzione di tener conto di quanto disposto in materia dalla Regione Abruzzo che, bisogna ricordarlo, è la vera destinataria della delega alla gestione del demanio marittimo. Purtroppo la maggiore responsabilità della confusa situazione che negli anni si è venuta a creare è proprio dell’ente regionale che non riesce a controllare le attività dei vari Comuni. Nella legge regionale sono previsti dei “paletti” ben definiti ai quali i Comuni devono adeguarsi ed uniformarsi nel rispetto del piano demaniale regionale con obbligo di riferire all’ente sovraordinato tutte le operazioni svolte durante l’anno. I dirigenti della Regione, non si comprende perchè, non ritengono di intervenire sugli errori ed omissioni degli uffici comunali».
Nel frattempo nei giorni scorsi il Sib ha inviato, tramite Pec, una lettera al sindaco Mastromauro e alla Seconda area del Comune, avente per oggetto “istanza di accesso formale ad atti e documenti” relativi al piano spiaggia e relativa variante approvati nel 2007 e 2015 con riferimento agli elaborati realizzati da diversi tecnici. In merito all’iniziativa lo stesso Scilli afferma: «È una richiesta di accesso agli atti mirata a verificare le risultanze dei rilievi celerimetrici del 2009. Non sono certo che il Comune dia seguito alla nostra istanza, in quanto verrebbero fuori gli stessi errori, già verificati, presenti all’interno del piano demaniale marittimo comunale precedente e mai corretti».
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