Il sindaco: è l’Unione Comuni che deve pagare i 103mila euro

ROSETO. «Siamo pronti a protestare a fianco dei lavoratori e della cooperativa I Girasoli perché il debito di 103mila euro deve essere riconosciuto dall'Unione dei Comuni». Lo hanno detto il sindaco...
ROSETO. «Siamo pronti a protestare a fianco dei lavoratori e della cooperativa I Girasoli perché il debito di 103mila euro deve essere riconosciuto dall'Unione dei Comuni». Lo hanno detto il sindaco Sabatino Di Girolamo e l’assessore al sociale Luciana Di Bartolomeo nella conferenza stampa di ieri mattina convocata per spiegare le ragioni del perché il Comune di Roseto non possa procedere al pagamento del debito nei confronti della cooperativa per il servizio svolto dal 1° aprile al 31 dicembre 2018 alla comunità dei minori di Montepagano, come in realtà vorrebbe l’Unione dei Comuni. «Ho parlato con i miei dirigenti per cercare di trovare una soluzione a questo problema», spiega Di Girolamo, «ma per legge noi non possiamo fare nulla, perché il servizio dal 1° aprile al 31 dicembre 2018 era gestito dall’Unione dei Comuni, come testimoniano i documenti. Il 4 dicembre c’è stato un atto, firmato dall’Unione, che attestava il passaggio della gestione del servizio da loro a noi, e infatti dal 1° gennaio 2019 lo abbiamo ripreso». Di Bartolomeo ha aggiunto che un accordo con l’Unione, in realtà, si era trovato a inizio dicembre 2018. «L’accordo prevedeva che il consiglio dell’Unione dei Comuni avrebbe portato nella seduta consiliare del 28 dicembre», dice Di Bartolomeo, «il riconoscimento del debito fuori bilancio dovuto alla cooperativa I Girasoli. Ciò che stupisce è che siamo venuti a sapere, tramite l’albo pretorio dell’Unione, che in realtà, nonostante il parere favorevole del dirigente e del revisore dei Conti, il consiglio decide inspiegabilmente di non riconoscere il debito». La presidente della cooperativa I Girasoli Valentina Di Pietro , preso atto che il Comune di Roseto non può fare nulla, tra oggi e domani parlerà con l’Unione e anche in Regione ma, se entro lunedì la situazione non dovesse risolversi, sarà costretta ad agire per vie legali. «A me pesa molto per i costi da sostenere», dice Di Pietro, «ma se la situazione non dovesse risolversi, sarò costretta a ricorrere a un decreto ingiuntivo contro L'Unione».(l.v.)
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